Incendio minaccia le antenne del Deep Space Network in Spagna
Venerdì scorso, la stazione del Deep Space Network (DSN) di Robledo de Chavela, vicino Madrid, è stata evacuata a causa dell’avvicinarsi di un incendio che ha devastato centinaia di chilometri quadrati tra Spagna e Francia, costringendo oltre 300.000 persone a lasciare le proprie abitazioni. Raúl Alonso, direttore della stazione, ha riportato al quotidiano spagnolo ABC che le fiamme hanno raggiunto la struttura. La stazione di Robledo è unica nel suo genere, e la sua incapacità di operare potrebbe avere ripercussioni significative per le comunicazioni spaziali, riporta Attuale.
Il giorno successivo, la NASA ha comunicato che, sebbene non ci siano stati danni gravi immediati, le verifiche sugli impianti sono ancora in corso e la stazione rimane inattiva. L’attenzione è particolarmente rivolta alle sei antenne della struttura, essenziali per il ricevimento e la trasmissione dei segnali spaziali. La più grande di queste antenne, con un diametro di settanta metri, è in grado di comunicare con le sonde più lontane nello spazio profondo.
La stazione di Goldstone in California, parte della stessa rete, è stata inattiva dal settembre 2025 a causa di un incidente, lasciando la stazione di Robledo come una delle poche ancora funzionanti. Attualmente, l’unica antennada settanta metri operativa è quella in Australia, mentre le operazioni delle antenne di Madrid sono state temporaneamente redistribute tra le stazioni californiane e australiane, che non possono sostituirle completamente a causa di particolari limitazioni nella loro operatività.
La comunicazione con le sonde spaziali avviene attraverso onde radio che, a causa delle enormi distanze, necessitano di un preciso coordinamento tra le stazioni. Ogni antenna è in grado di seguire una sonda unicamente durante la sua apparizione sopra l’orizzonte; pertanto, il collegamento richiede una rete di stazioni distribuite geograficamente, con la stazione di Robledo che gioca un ruolo chiave. Negli ultimi giorni, anche la stazione dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) a Cebreros è stata evacuata a causa di incendi nelle vicinanze, creando ulteriore preoccupazione per le operazioni di comunicazione.
La stazione Cebreros, sebbene più piccola, potrebbe potenzialmente collaborare con il DSN in caso di emergenze. Tuttavia, anche essa ha subito rischi legati agli incendi, mentre il danno potenziale alla rete DSN solleva interrogativi sulla capacità futura di mantenere comunicazioni spaziali robuste e affidabili. Incendi passati hanno già minacciato altre stazioni, inclusa quella di Canberra nel 2003, evidenziando una vulnerabilità sistematica di queste infrastrutture critiche.
La situazione è aggravata da un rapporto del 2023 dell’ispettore generale della NASA, che ha messo in evidenza un sovraccarico all’interno della rete DSN, con un aumento della domanda che supera del 40% la capacità attuale. Inoltre, la manutenzione delle infrastrutture, risalenti agli anni Sessanta, è diventata sempre più complessa e costosa, ponendo ulteriori sfide nella gestione delle comunicazioni spaziali.
Il 18 novembre 2025, Voyager 1, la sonda più distante mai creata dall’uomo, raggiungerà una distanza tale da richiedere la cooperazione di più antenne per ricevere il suo debole segnale. Solo la stazione di Madrid possiede attualmente il numero necessario di antenne operative per garantire questa comunicazione, sottolineando l’importanza critica della stazione in un contesto globale sempre più sfidante per le missioni spaziali.