Reflecting Pool, il restauro sovraccarico di polemiche: Hearn scagionato, Trump critica la Procura

02.08.2026 16:05
Reflecting Pool, il restauro sovraccarico di polemiche: Hearn scagionato, Trump critica la Procura

David Hearn assolto dalle accuse di vandalismo alla Reflecting Pool di Washington

David Hearn, ex canoista olimpico, è stato definitivamente assolto dalle accuse di vandalismo nei confronti della Reflecting Pool del Lincoln Memorial di Washington, un evento che ha avuto risonanze politiche significative all’interno dell’amministrazione Trump e del Partito Repubblicano. La sua accusa, che avrebbe potuto costargli fino a dieci anni di reclusione, ha suscitato indignazione, con il suo team legale che chiede ora scuse ufficiali dal presidente degli Stati Uniti, riporta Attuale.

Contrariamente a quanto sostenuto pubblicamente dal presidente Trump, il Dipartimento di Giustizia ha richiesto l’archiviazione del caso, giungendo alla conclusione che i danni al rivestimento della piscina non erano riconducibili a vandalismo, bensì a un’installazione errata del rivestimento. Questo rifacimento era uno dei progetti simbolo dell’amministrazione Trump in vista delle celebrazioni per il 4 luglio e per i 250 anni dell’indipendenza degli Stati Uniti. I lavori, iniziati tra aprile e maggio, sono stati assegnati senza gara pubblica alla Atlantic Industrial Coatings, con fondi iniziali di 6,9 milioni di dollari, successivamente aumentati a circa 14 milioni.

Tuttavia, rapidamente si sono verificati problemi. Pochi giorni dopo il termine dei lavori, il nuovo rivestimento blu ha iniziato a deteriorarsi e l’acqua è tornata a tingersi di verde. Un’e-mail interna datata 11 giugno, recentemente rivelata, firmata da un ingegnere del National Park Service, ha attribuito il deterioramento a un errore dell’appaltatore durante la posa del rivestimento. Nonostante ciò, l’amministrazione ha iniziato a cercare di incolpare presunti vandali, con Hearn che è diventato la vittima principale di questa “caccia alle streghe”.

Inizialmente, anche la procuratrice federale Jeanine Pirro e il segretario degli Interni Doug Burgum sembravano appoggiare l’idea di atti vandalici, con Pirro che ha descritto l’azione come un tentativo “violento” di strappare il rivestimento. Tuttavia, durante il procedimento, è emerso che i danni sono stati riscontrati in diverse aree della piscina, il che ha portato l’ufficio di Pirro a riconoscere che i danni non erano compatibili con vandalismo. Questo ha spinto a richiedere l’archiviazione delle accuse contro Hearn.

Trump ha criticato pubblicamente Pirro, esprimendo il suo disaccordo sulla decisione e continuando a considerare la situazione come un caso di vandalismo. Tuttavia, il Dipartimento di Giustizia ha suggerito che già prima dell’archiviazione del caso, avevano informazioni che indicavano un difetto dell’installazione come causa principale dei danni, e che se queste prove fossero state presentate fin dall’inizio, Hearn non sarebbe mai stato incriminato.

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