Valditara propone emendamento al ddl sicurezza per vietare il burqa nelle scuole

03.08.2026 18:25
Valditara propone emendamento al ddl sicurezza per vietare il burqa nelle scuole

Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha proposto di vietare l’uso del burqa nelle scuole, introducendo anche misure per i genitori ritenuti non collaborativi. Queste proposte fanno parte del ddl sicurezza e hanno ottenuto il sostegno della Garante per l’infanzia, Marina Terragni, che ha manifestato la sua approvazione nonostante le obiezioni di Pd e Cgil, riporta Attuale.

Valditara: emendamento al ddl Sicurezza per vietare il burqa a scuola

In un’intervista al Corriere della Sera il 1° agosto, Valditara ha anticipato i temi da trattare a novembre durante una grande assise sull’integrazione degli studenti stranieri. L’evento coinvolgerà forze politiche, sindacati e esperti, con l’obiettivo di trovare misure definitive riguardo l'”integrazione” e non l'”inclusione”. Il ministro ha affermato che accettare una ragazza con il burqa a scuola sarebbe un atto di inclusione contraddittorio rispetto ai principi costituzionali, ritenendo ciò una forma di discriminazione di genere e un riconoscimento di una “non-persona”.

Corsi di italiano per i genitori

Le dichiarazioni di Valditara fanno parte di un progetto più ampio che non si limita al divieto del burqa, simile a quello francese, ma prevede anche l’introduzione di corsi di italiano per i genitori stranieri, per favorire l’apprendimento della lingua italiana anche in ambito domestico.

Revoca del permesso di soggiorno a chi non manda i figli a scuola

Un terzo aspetto importante della proposta di Valditara riguarda le misure contro i genitori che non iscriverebbero le figlie a scuola senza burqa. Il ministro ha suggerito che, seguendo il modello del Decreto Caivano, per quei genitori potrebbe scattare anche la revoca del permesso di soggiorno, qualora si negasse il diritto all’istruzione dei propri figli.

L’opinione della Garante per l’infanzia e l’adolescenza

Marina Terragni, Garante per l’infanzia, ha aperto una nota con le parole: “Burqa e niqab, coperture femminili integrali, non sono indumenti”. Ha dichiarato che tali dispositivi sono “violenti”, creati da uomini spaventati dal corpo femminile. La Garante ha espresso pieno sostegno a Valditara, sottolineando che le sue proposte mirano a proteggere le “bambine e ragazze” più vulnerabili dall’imposizione familiare. Tuttavia, Terragni ha anche criticato le reazioni avverse, in particolare quelle di Simona Malpezzi del Pd e Gianna Fracassi della Flc Cgil, definendo inaccettabile ogni forma di multiculturalismo che giustifichi violazioni della libertà e della dignità delle donne.

Il giubilo della Lega e il precedente di Monfalcone

La Lega ha accolto con entusiasmo le dichiarazioni di Valditara, rivendicando un precedente in Friuli-Venezia Giulia. Marco Dreosto, segretario della Lega FVG, ha affermato che il provvedimento rappresenta una battaglia di civiltà già portata avanti localmente. Il riferimento era a un episodio all’istituto superiore Sandro Pertini di Monfalcone, dove si era tentato di verificare l’identità di cinque studentesse bengalesi in niqab. Questa pratica, adottata per ragioni di sicurezza, aveva suscitato polemiche e aveva portato la Lega a presentare proposte legislative a livello europeo sul tema.

La protesta del Pd

“Integrazione, non assimilazione”, ha affermato Gianna Fracassi della Flc Cgil, criticando Valditara per proposte che mirerebbero a un “adeguamento forzato” piuttosto che alla valorizzazione delle diversità. Ha anche evidenziato i rischi di associare misure scolastiche a un ddl sicurezza. Malpezzi ha sollevato dubbi sulla necessità di un divieto per una pratica ritenuta poco diffusa in Italia e ha esortato il ministro a concentrarsi su questioni più rilevanti, come far sentire gli studenti come cittadini italiani a tutti gli effetti.

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