Unità dell’UE nel sostegno alla Spagna di fronte alla crisi di Ceuta
ROMA – “L’UE è unita ed è pronta a sostenere la Spagna. Elogiamo la Spagna per la rapida risposta alla situazione a Ceuta e porgiamo le nostre più sentite condoglianze per la tragica perdita di vite umane. Le frontiere esterne dell’UE sono una nostra responsabilità condivisa: la migrazione richiede una risposta europea unita. La riunione che ho convocato oggi ha offerto agli Stati membri un’importante opportunità per valutare gli strumenti già a nostra disposizione, individuare gli ambiti in cui è necessario intensificare la cooperazione e portare avanti i preparativi collettivi in vista della prossima riunione ministeriale e del Consiglio europeo di ottobre”, ha dichiarato Jim O’Callaghan, ministro irlandese della Giustizia, degli affari interni e della migrazione, a margine della videoconferenza con i ministri degli Affari interni dell’UE, incluso l’italiano Matteo Piantedosi, durante la quale si sono discussi i recenti sviluppi a Ceuta, riporta Attuale.
Nel corso della riunione, le autorità spagnole, la Commissione europea e il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) hanno condiviso le loro valutazioni sugli eventi recenti e sulla situazione attuale alla frontiera esterna di Ceuta. Secondo una nota del Consiglio europeo, gli Stati membri e i paesi associati Schengen hanno mostrato “unità nell’esprimere forte solidarietà alla Spagna”. I ministri hanno elogiato la rapidità e l’efficacia degli sforzi delle autorità spagnole nella gestione della crisi e hanno espresso cordoglio per le vittime del tentativo di attraversamento della frontiera.
Stando all’ultimo aggiornamento delle autorità spagnole e della Commissione, la maggioranza delle persone che hanno attraversato illegalmente la frontiera è stata rimpatriata e non si sono registrati spostamenti verso la Spagna continentale o in altri Stati membri. La riunione ha fornito un’importante occasione per scambiare opinioni sull’importanza di proteggere le frontiere esterne dell’UE e si è convenuto attivamente sulla necessità di intensificare la lotta contro le reti di traffico di migranti, potenziare i rimpatri e rafforzare le frontiere europee.
I partecipanti hanno sottolineato l’importanza di sviluppare partenariati con i paesi terzi per creare opportunità nei paesi d’origine e migliorare la gestione della migrazione. Inoltre, è emersa la necessità di migliorare la conoscenza situazionale condivisa, attraverso sistemi di allerta rapida, tra cui l’intelligence prefrontaliera e il monitoraggio dei social media.
Il Consiglio ha enfatizzato anche l’importanza della cooperazione con i paesi terzi e la necessità di sviluppare comunicazioni più coerenti e tempestive durante i momenti di crisi, in particolare per contrastare attori esterni ostili coinvolti nella manipolazione delle informazioni e nelle ingerenze da parte di entità straniere.
Non so, ma queste crisi alla frontiera stanno diventando insostenibili. La solidarietà dell’UE è importante, ma basta parole! Serve un’azione concreta per affrontare il problema dell’immigrazione. E poi? Come proteggeremo davvero i confini?