Centinaia di genitori cercano i loro figli dopo la tragedia a Ceuta
Negli ultimi giorni, centinaia di famiglie si sono radunate sul lato marocchino del confine con l’exclave spagnola di Ceuta, non per tentare di attraversarlo, ma per accogliere i propri cari che tornano indietro: si tratta di genitori e familiari delle circa 70mila persone, prevalentemente giovani, che la scorsa settimana hanno cercato di entrare in massa a Ceuta per chiedere asilo in Spagna. Oggi, quasi tutte queste persone sono tornate in Marocco, ma 99 di loro hanno perso la vita nel tentativo di attraversare, mentre decine risultano disperse, riporta Attuale.
Attualmente, circa 2mila migranti sono ancora presenti a Ceuta, tra cui 862 minori non accompagnati che sono stati accolti dalle autorità spagnole. La situazione ha portato centinaia di genitori a Fnideq, la città marocchina più vicina al confine, in cerca di riconoscere i propri figli tra coloro che tornano. Molti di loro mostrano foto dei propri cari a chiunque possa aiutarli a identificarli.
Aisha, una donna di circa 40 anni, è arrivata da Tétouan, a circa 30 chilometri da Fnideq, alla ricerca della figlia di 15 anni e del figlio di 12 anni. «Mia figlia mi ha mandato un messaggio dicendo che era arrivata in Spagna, ma di mio figlio non so ancora nulla», ha dichiarato. Un’altra madre, Hadijja da Tangeri, ha raccontato al Guardian che il suo unico figlio non risponde al telefono da giorni e teme che possa aver tentato di raggiungere Ceuta. Molti genitori sperano di rintracciare i propri figli per confermare la loro sopravvivenza e inviare loro soldi, auspicando che possano rimanere in Spagna.
Le foto dei dispersi vengono condivise sui social media e dalle testate locali, con il media Tetouan Tube che pubblica quotidianamente sulla sua pagina Facebook, seguita da quasi mezzo milione di persone, le immagini inviate dai familiari. Questa tragedia si è trasformata in un dramma collettivo, con un intenso lavoro di sensibilizzazione da parte delle famiglie e dei media.