Crisi migratoria a Ceuta: i ministri dell’Interno dell’UE offrono solidarietà alla Spagna
Martedì, i ministri dell’Interno dei 27 paesi dell’Unione Europea si sono riuniti per valutare la situazione nell’exclave spagnola di Ceuta, dove la settimana scorsa oltre 50mila persone hanno tentato di entrare dal Marocco, per poi tornare indietro quasi tutte in meno di un giorno. La riunione sembrava un momento delicato per la Spagna, attaccata da giorni dai governi di destra e centrodestra europei per le sue politiche migratorie meno rigide rispetto alla media europea, riporta Attuale.
Tuttavia, l’incontro ha avuto esiti positivi: nel comunicato finale, i ministri hanno espresso piena solidarietà alla Spagna, evitando di proporre nuove misure restrittive in materia di immigrazione, come inizialmente previsto. Anche il governo italiano di Giorgia Meloni, fino a quel momento principale critico della Spagna, ha mostrato un cambio di posizione. In un’intervista alla Verità, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha utilizzato toni più conciliatori, affermando che «nonostante le recenti uscite polemiche, va comunque espressa piena solidarietà alla Spagna» e che «l’Italia ha già dichiarato di essere pronta a offrire il proprio supporto».
Questo cambiamento di atteggiamento è stato notato anche dal suo omologo spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, che ha definito le ultime 24 ore di diplomazia tra Spagna e Italia come una sorta di «terapia di coppia», riferendosi al clima di tensione preesistente.
La crisi di Ceuta, non frutto diretto delle politiche migratorie spagnole, ha fornito ai governi conservatori l’opportunità di criticare il primo ministro Pedro Sánchez, dell Partito Socialista, e l’unico leader europeo che contrasta la linea di chiusura sull’immigrazione. Essa ha permesso ai leader di destra di mostrare ai propri elettorati una posizione forte contro l’immigrazione irregolare, nonostante le chances minime per i migranti giunti a Ceuta di raggiungere l’Europa continentale.
La riunione di martedì era stata sollecitata sabato da Italia e Danimarca in una lettera che denunciava le politiche migratorie spagnole, chiedendo all’Unione Europea di coordinare una risposta comune. La missiva aveva ricevuto la firma di leader di 22 paesi, quasi tutti conservatori, tra cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz, senza però il consenso di Francia e Portogallo, uniche nazioni con una vasta frontiera terrestre con la Spagna.
Arrivata il giorno dell’incontro, la situazione non ha richiesto un piano emergenziale, poiché la crisi migratoria era già in fase di risoluzione. Contrariamente alle previsioni dei governi conservatori, la Spagna non ha accolto i migranti arrivati a Ceuta, ma ha mobilitato l’esercito per rimandarli indietro senza offrir loro la possibilità di chiedere asilo, eccetto per alcune centinaia di minorenni. È stato inoltre siglato un accordo con il Marocco per facilitare il rientro delle persone che avevano attraversato il confine.
Numerosi migranti hanno scelto di tornare in Marocco autonomamente, dopo che gli abitanti di Ceuta hanno rifiutato di fornire cibo e acqua e le autorità spagnole non hanno accolto come previsto. La situazione era stata alimentata da dozzine di account anonimi, ora cancellati, che sostenevano falsamente che il confine fra Spagna e Marocco fosse aperto.