Quagliariello sul sistema elettorale: “Il ballottaggio di Vannacci è determinante per la stabilità”

06.08.2026 07:15
Quagliariello sul sistema elettorale: "Il ballottaggio di Vannacci è determinante per la stabilità"

Crisi della legge elettorale in Italia: interrogativi e proposte di riforma

Continua il dibattito sulla legge elettorale in Italia, con il direttore della School of government Luiss, Gaetano Quagliariello, che commenta l’attuale situazione politica del Paese. “Parlare di legge elettorale in ogni legislatura non è una cosa fisiologica, ma è una specialità tutta italiana”, sottolinea Quagliariello, già ministro per le Riforme costituzionali con il governo Letta, aggiungendo che l’argomento è di fondamentale importanza. “Se non si vuole scadere nel moralismo, una ragione c’è ed è questa: tra qualche mese si celebrerà il governo più stabile della storia d’Italia. Una risorsa per l’Italia, in un momento in cui anche sistemi stabili per natura come quello inglese sono entrati in crisi”, riporta Attuale.

Nonostante questa stabilità, Quagliariello avverte che si tratta di un “caso” e non di una norma duratura. La sfida ora è trasformare questo caso in un’abitudine per il futuro. “Il ritorno all’instabilità sarebbe oggi più problematico. Oggi avere un sistema instabile è più grave, anche a causa della contingenza internazionale”, afferma l’ex senatore.

Tuttavia, il pareggio elettorale continua a rappresentare un rischio, anche con l’introduzione dello Stabilicum. “È necessario che i due schieramenti principali si accordino su un sistema che renda il pareggio possibile, ma improbabile”, sostiene Quagliariello, che evidenzia come l’attuale sistema potrebbe portare a una polarizzazione estrema. “Il centrodestra non esiste più; sarebbe più corretto parlare di destra-centro. A sinistra ci sono due leader con visioni radicali e opposte”, aggiunge.

Il rischio è che piccole forze politiche, come Vannacci o la sinistra estrema, possano avere un’influenza eccessiva: “Lo Stabilicum, così com’è, rischia di mettere il pallino in mano a forze minuscole e ancora più polarizzate”, afferma Quagliariello. Tuttavia, non si sente di abbandonare la speranza: “Magari promuoviamo qualche aggiustamento” per migliorare la situazione.

Il dibattito si sposta poi sulla questione del ballottaggio e del doppio turno. “Un sondaggio di Pagnoncelli suggerisce che un secondo turno potrebbe garantire una maggiore stabilità elettorale”, spiega Quagliariello. Eppure, il doppio turno non è attualmente in discussione. “Da parte del centrodestra si teme che possa avvantaggiare l’altra parte”, mentre la sinistra sembra essere concentrata su problemi interni, lasciando poco spazio per un accordo.

Inoltre, un principio di accordo è stato raggiunto riguardo alle preferenze, con il riconoscimento che sarebbe illogico non permettere agli elettori di esprimersi per le elezioni nazionali come avviene per quelle locali, regionali ed europee. “Il voto di scambio esiste in tutte le altre elezioni e lo tolleriamo”, afferma Quagliariello.

Infine, riguardo la possibilità di una nuova legge elettorale, Quagliariello è ottimista: “Sì, ci riusciranno. Ma la modifica avverrà in maniera saggia, sembra possibile ma non probabile”. Nonostante tutto, conclude, “la politica è anche l’arte di creare il possibile piuttosto che subire il probabile”.

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