Critiche sui social ai poliziotti coinvolti nella morte di Abderrahim Fakir a Bologna

08.08.2026 06:05
Critiche sui social ai poliziotti coinvolti nella morte di Abderrahim Fakir a Bologna

Minacce sui social ai poliziotti coinvolti nella morte di Abderrahim Fakir a Bologna

“Sbirri assassini”. “Toglietevi la divisa”. E ancora: “Poi veniamo a regolare i conti”. Queste sono solo alcune delle frasi minacciose rivolte sui social ai due poliziotti implicati nella morte di Abderrahim Fakir, 42 anni, di origini marocchine, deceduto dopo un intervento di contenimento in via Svevo al Pilastro, Bologna, la mattina del 19 luglio. Nel corso delle tre settimane trascorse, i profili online degli agenti sono stati bersaglio di attacchi da parte degli hater, tanto che uno dei due poliziotti ha deciso di mettere in ‘stand by’ le sue pagine web, riporta Attuale.

Dopo un periodo di malattia e ferie, i due agenti torneranno al lavoro lunedì presso il Commissariato di Bolognina Pontevecchio. Riprenderanno servizio con un grosso peso e un dolore profondo per la morte di quest’uomo – sottolinea il loro avvocato, Gabriele Bordoni. Il loro maggior rammarico, sia professionalmente che umanamente, è di non essere riusciti a salvarlo. “E questo li distrugge”, ha affermato, evidenziando che pur sapendo di aver fatto del loro meglio, il peso della situazione resta gravoso.

Nel frattempo, le reazioni alla tragedia di Fakir continuano a suscitare indignazione e dibattito nei media e fra la popolazione. Le forze dell’ordine si trovano al centro di un acceso confronto sulla gestione della sicurezza e sul confronto con comunità sempre più diversificate. Questo episodio ha riacceso le discussioni sull’uso delle tecniche di contenimento e le loro implicazioni etiche, in un contesto dove il rispetto dei diritti umani deve essere bilanciato con la necessità di garantire la sicurezza pubblica.

In tal contesto, le istituzioni sono chiamate a rivedere le proprie politiche in materia di interventi di polizia, sottolineando la necessità di formazione adeguata e di un approccio più umano nelle esercitazioni delle forze di polizia. La morte di Abderrahim Fakir non deve essere solo un motivo di dolore, ma anche un invito a riflessioni più profonde sul ruolo della polizia e sui valori democratici che devono guidare la società italiana nel suo complesso.

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