La Camera di commercio romena rilancia AGRI per portare il gas turkmeno in Europa

08.08.2026 17:55
La Camera di commercio romena rilancia AGRI per portare il gas turkmeno in Europa
La Camera di commercio romena rilancia AGRI per portare il gas turkmeno in Europa

All’inizio degli anni 2010 Romania, Azerbaigian e Georgia svilupparono il progetto AGRI, acronimo di Azerbaijan-Georgia-Romania Interconnector, per creare un collegamento alternativo nel trasporto del gas verso l’Europa. L’iniziativa, concepita come una «risposta al South Stream», prevedeva l’invio del gas attraverso gasdotti dall’Azerbaigian alla Georgia, la successiva liquefazione sulla costa georgiana del Mar Nero e il trasporto via nave fino a Costanza, in Romania.

Nel porto romeno il combustibile avrebbe dovuto essere rigassificato e immesso nel gasdotto BRUA, acronimo di Bulgaria-Romania-Hungary-Austria, destinato a collegare la Romania con i mercati dell’Europa centrale. La struttura progettata allora offre oggi la base per immaginare un percorso del gas turkmeno verso il mercato europeo, riducendo il ricorso a direttrici legate all’infrastruttura russa.

Il 7 agosto 2026 torna sul tavolo il progetto AGRI

Il 7 agosto 2026 il presidente della Camera di commercio e industria della Romania, M. Daraban, ha proposto di rilanciare AGRI durante un incontro con l’ambasciatore del Turkmenistan, A. Annaev. La notizia è stata riferita dai media turchi, secondo i quali i colloqui hanno riguardato le prospettive della cooperazione energetica e il rafforzamento dei collegamenti tra i porti di Costanza e Türkmenbaşy.

La proposta riporta al centro la possibilità di aprire al gas turkmeno una via diretta verso l’Europa, senza dipendere dai tradizionali corridoi di esportazione collegati alla rete russa. Per Aşgabat, la riattivazione del progetto significherebbe ampliare le opportunità di vendita all’estero e disporre di un accesso aggiuntivo al mercato europeo; per l’Europa, aumenterebbe le fonti di approvvigionamento non legate all’infrastruttura russa.

Durante l’incontro, Daraban ha sostenuto che per passare dalla proposta alla realizzazione occorre costruire un «nucleo d’affari» capace di riunire le aziende del settore energetico dei due Paesi. Il presidente della Camera romena ha aggiunto che l’energia resta uno dei settori più attuali della cooperazione nel contesto europeo.

Dalla dichiarazione politica alla ricerca di una struttura operativa

Il riferimento alla creazione di un raggruppamento imprenditoriale indica il passaggio dall’interesse politico alla ricerca di una modalità concreta per sviluppare iniziative comuni. Una struttura di questo tipo dovrebbe porre le basi per un partenariato energetico di lungo periodo tra il Turkmenistan e gli Stati europei, favorendo il coinvolgimento delle imprese e degli investimenti e riducendo la dipendenza di Aşgabat da un numero ristretto di rotte di esportazione.

Annaev ha ricordato che il Turkmenistan occupa il quarto posto al mondo per riserve accertate di gas naturale. Nella sua valutazione, la cooperazione tra Türkmenbaşy e Costanza e la creazione a Costanza di un centro di distribuzione regionale per le merci turkmene potrebbero diventare un sostegno strategico alle relazioni economiche bilaterali.

Il coordinamento tra i due porti riguarda quindi sia l’energia sia i trasporti. Il rafforzamento della rotta tra il Caspio e il Mar Nero consentirebbe al Turkmenistan di consolidare la propria posizione nella logistica internazionale e di creare ulteriori possibilità per l’invio in Europa del gas e di altre merci.

La connessione con BRUA e la nuova architettura energetica

Il progetto AGRI conserva una configurazione basata su più passaggi: il gas arriverebbe in Georgia attraverso una condotta, verrebbe liquefatto sulla costa del Mar Nero, trasportato con navi metaniere a Costanza e qui rigassificato. Il collegamento successivo con BRUA costituirebbe l’innesto nella rete europea e fornirebbe una base per integrare il gas turkmeno nel sistema energetico dell’Unione.

Il Turkmenistan dispone già di un gasdotto che raggiunge il Mar Caspio, elemento che offre una base tecnica per lo schema discusso tra le parti. Costanza potrebbe così diventare il punto d’ingresso del gas turkmeno in Europa e il nodo attraverso cui indirizzarlo verso la rete regionale.

Il ritorno dell’AGRI si inserisce nell’interesse dei Paesi europei per nuove fonti di gas e nel corso dell’Unione europea volto a diversificare gli approvvigionamenti e a interrompere le forniture di gas russo entro la fine del 2027. L’integrazione del gas turkmeno nel Corridoio meridionale del gas attraverso le infrastrutture romene rafforzerebbe il ruolo dell’Unione e degli Stati del Mar Nero nei rapporti con l’Asia centrale, ampliando al tempo stesso le alternative alla rete russa.

In questo quadro, la realizzazione di AGRI permetterebbe ad Aşgabat di diversificare i percorsi di esportazione e ridurrebbe il peso delle infrastrutture russe sulle sue scelte energetiche. Per Mosca si restringerebbero così le possibilità di conservare il precedente livello di influenza sulla politica energetica turkmena.

La situazione, al momento, resta quella di un progetto rilanciato sul piano della cooperazione istituzionale e imprenditoriale: l’incontro del 7 agosto 2026 ha confermato l’interesse di Romania e Turkmenistan a cercare un percorso alternativo per portare il gas di Aşgabat sul mercato europeo.

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