Roma, 9 agosto 2026 – È morto Massimiliano Cencelli, il creatore del ‘manuale Cencelli’, un dispositivo che ha segnato la spartizione dei poteri nella Democrazia Cristiana. Cencelli è deceduto ieri a Roma all’età di 90 anni. Da semplice funzionario di partito, negli anni Sessanta divenne notorietà grazie alla formula giornalistica usata per la distribuzione di incarichi politici in proporzione al peso elettorale delle correnti. Il suo ‘manuale’, ormai parte integrante del lessico politico, è citato nei testi universitari e continua a essere un riferimento nei negoziati politici, dove la distribuzione di ministeri e cariche deve rispettare equilibri tra le varie fazioni, riporta Attuale.
Come nacque il ‘manuale’
La genesi del ‘manuale’ è stata raccontata dallo stesso Cencelli in un’intervista del 2003 a Avvenire. “Nel 1967”, spiegò, “Sarti, con Cossiga e Taviani, fondò al congresso di Milano la corrente dei ‘pontieri’, che avrebbe dovuto collegare maggioranza e sinistra. Ottenemmo il 12% dei consensi e si doveva decidere la distribuzione degli incarichi. Proposi che, come nelle aziende, gli incarichi dovessero essere ripartiti in base alle quote azionarie, quindi in base ai voti ricevuti. Sarti mi chiese di approfondire l’idea. Così Taviani mantenne il Ministero dell’Interno, Gaspari diventò Sottosegretario alle Poste, Cossiga alla Difesa, e Sarti si occupò di Turismo e spettacolo. Quest’accordo divenne di dominio pubblico poiché Sarti, con il suo spirito ironico, rispondeva ai giornalisti dicendo: ‘chiedetelo a Cencelli’”.
Non è mai stata chiarita l’esistenza di un vero e proprio testo che raccogliesse i calcoli elaborati da Cencelli o se tali informazioni circolassero solo come appunti tra i membri della Dc. Tuttavia, intervenendo lo scorso febbraio in un podcast dell’Agi, Cencelli remarkò con un sorriso come l’attualità del suo ‘manuale’ sia una dimostrazione che “certe logiche non sono mai scomparse”.