L’eccesso di contante in Cisgiordania ostacola lo sviluppo economico sotto il controllo dell’Autorità nazionale palestinese

10.08.2026 13:25
L’eccesso di contante in Cisgiordania ostacola lo sviluppo economico sotto il controllo dell'Autorità nazionale palestinese

Israele limita l’economia della Cisgiordania attraverso il controllo del contante

Il governo di Israele impiega vari metodi per mettere in difficoltà l’economia della Cisgiordania, specialmente quella parte governata dall’Autorità Nazionale Palestinese, riconosciuta a livello internazionale. Un approccio sorprendente consiste nel garantire un eccesso di contante in Cisgiordania. Questa situazione, apparentemente contraddittoria, contribuisce a una crisi economica, come riporta Attuale.

La Palestina non possiede una valuta ufficiale e utilizza principalmente lo shekel israeliano per le transazioni. Non avendo una propria banca centrale, si affida alla Banca d’Israele per la gestione della politica monetaria. Attualmente, in Cisgiordania entra un volume di shekel molto superiore a quello che esce; molti palestinesi che lavorano in Israele ricevono stipendi in contante e li portano a casa, contribuendo a questa crescita. Inoltre, cittadini palestinesi di Israele acquistano beni in Cisgiordania, dove i prezzi sono più convenienti, aumentando il flusso di denaro contante nella regione.

Contrariamente a quanto accade in molte nazioni, dove i surplus di contante vengono gestiti dalle banche centrali, la Banca d’Israele limita l’ammontare di denaro che accetta dalle banche commerciali della Cisgiordania. Questa restrizione, frutto di accordi risalenti agli anni Novanta, stabilisce un limite annuale di 18 miliardi di shekel, mentre il contante gestito dalle banche locali si avvicina a 30 miliardi. Dopo l’attacco di Hamas contro Israele nell’ottobre 2023, questa soglia non è più stata aumentata, suggerendo una chiara volontà di esercitare pressioni economiche.

Di conseguenza, le banche locali si trovano con una quantità eccessiva di contante, impossibilitate a trasferirlo alla Banca d’Israele per la conversione in fondi elettronici. Secondo l’Associated Press, le banche stanno addirittura esaurendo lo spazio fisico per conservare il denaro. Questo porta le stesse banche a rifiutare i depositi, lasciando i clienti con somme in eccesso.

Questa accumulazione di contante rappresenta un ostacolo significativo per l’economia della Cisgiordania, poiché il denaro non può essere reinvestito o utilizzato per transazioni elettroniche. Un piccolo imprenditore, ad esempio, si trova in una situazione complessa: ricevendo pagamenti esclusivamente in contante e non potendo depositare i fondi in banca, finisce per accumulare una somma che non può utilizzare adeguatamente. Sebbene parte dei fornitori accettino pagamenti in contante, altre transazioni richiedono bonifici, complicati dalla sua impossibilità di depositare il denaro.

Questo contesto di eccesso di contante ostacola lo sviluppo economico della Cisgiordania. Le autorità israeliane giustificano la limitazione del contante dalla Banca d’Israele come una misura necessaria per prevenire possibili usi non leciti delle risorse finanziarie. Tuttavia, le proteste dei cittadini palestinesi e delle autorità locali non accennano a diminuire, evidenziando una crescente insoddisfazione per il potere economico esercitato da Israele nella regione.

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