Arresti di ex ministri ungheresi: accuse di corruzione e fondi illeciti
Due ex ministri del governo ungherese di Viktor Orbán sono stati arrestati con l’accusa di malversazione di decine di milioni di euro in fondi pubblici e di aver accettato tangenti in cambio di favori. Balázs Hankó, ministro della Cultura fra il 2024 e il 2026, e Miklós Seszták, ministro dello Sviluppo nazionale dal 2014 al 2018, sono stati presi in custodia lunedì, subito dopo la revoca della loro immunità da parte del parlamento, ed è il primo caso di politici di alto profilo legati a Orbán, riporta Attuale.
Hankó è accusato di aver deviato illecitamente fondi ministeriali per un totale di 47 milioni di euro verso artisti e gruppi affiliati al suo partito, Fidesz, utilizzandoli anche per finanziare la campagna elettorale. Seszták, invece, è accusato di aver ricevuto tangenti per influenzare l’acquisto di mezzi per l’azienda statale dei trasporti pubblici. Entrambi gli ex funzionari hanno respinto le accuse.
L’attuale primo ministro, Péter Magyar, ha vinto le elezioni ad aprile con la promessa di combattere la corruzione che aveva caratterizzato il governo di Orbán e di ripristinare i contrappesi democratici che erano stati progressivamente eliminati, trasformando l’Ungheria in un paese illiberale. Negli ultimi mesi, Magyar ha iniziato a smantellare il sistema clientelare che Orbán aveva istituito, affrontando le profonde radici della corruzione.
Lunedì, il parlamento ha anche rimosso l’immunità di Magyar, accusato di aver gettato un telefono nel Danubio durante un litigio. Magyar ha invitato il parlamento a revocare la sua immunità e si è dichiarato innocente, definendo l’inchiesta contro di lui un tentativo dell’ex governo Orbán di minare la sua reputazione senza fondamento.