James, nipote di Carlo III, lavora nei campi di Sandringham
Il nipote del Re, James, Viscount Severn, ha intrapreso un lavoro estivo nella tenuta di Sandringham, storica residenza della famiglia reale britannica. A soli diciotto anni, il giovane ha deciso di guadagnarsi da vivere mettendosi al volante di un trattore per lavorare la terra della tenuta acquistata nel XIX secolo dal principe Alberto. È una scelta che riflette un cambiamento nei valori della famiglia reale, cercando di avvicinarsi al sentiment popolare, riporta Attuale.
James, figlio del duca di Edimburgo, Edoardo e della duchessa Sophie, si è unito ai dipendenti e ai lavoratori stagionali della tenuta durante l’estate, proprio mentre il Regno Unito affronta un periodo di calore intenso. Questa stagione segna un momento di riflessione per la famiglia reale e una ricerca di umiltà dopo le controversie legate alle proprie responsabilità e privilegi.
La scelta di James di lavorare nei campi dimostra un impegno verso la semplicità e la realtà del lavoro, in contrapposizione agli stili di vita sempre più distaccati della nobiltà. Inoltre, i suoi genitori hanno sempre intuito l’importanza che i propri figli avessero un legame con il mondo del lavoro. In un’intervista, Sophie ha spiegato l’intenzione di crescerti in modo che comprendano che, da adulti, dovranno guadagnarsi da vivere.
Sebbene James e sua sorella Lady Louise abbiano ricevuto titoli nobilari, entrambi hanno scelto di non utilizzarli attivamente. Questo è in linea con le dichiarazioni fatte dai genitori, che hanno deciso di evitare l’appellativo di Altezza Reale, permettendo ai figli di prendere una decisione in merito quando raggiungeranno la maturità. Tale scelta rappresenta un segnale forte dell’evoluzione della famiglia reale nel tentativo di rimanere rilevante e connessa alla vita quotidiana dei cittadini britannici.
Il lavoro di James nei campi di Sandringham non è solo un segno di umiltà, ma rappresenta anche un modo per rispondere alle critiche riguardo ai privilegi della famiglia reale, segnando un passo significativo verso una maggiore accessibilità e autenticità in un’epoca di radicali cambiamenti sociali.