La Russia Inizia a Importare Carburante dall’India, Risultato degli Attacchi Ucraini
Per la prima volta, la Russia ha avviato l’importazione di carburante dall’India, paese che tradizionalmente riforniva di petrolio. Questo sviluppo segna un chiaro segnale delle ripercussioni degli attacchi ucraini alle raffinerie e alle infrastrutture petrolifere russe, che hanno portato a gravi carenze di carburante in tutto il paese. La Russia, storicamente un esportatore di petrolio, ha già dovuto imporre un divieto sulle esportazioni e, all’inizio di luglio, il governo ha annunciato che era in trattative per importare petrolio da varie nazioni, sebbene senza specificare quali, riporta Attuale.
Stando a quanto riportato da Bloomberg, la Russia si è principalmente rivolta all’India per soddisfare le sue necessità. Il primo carico è arrivato il 5 agosto dalla compagnia indiana Nayara Energy, sanzionata dall’Unione Europea in quanto controllata da Rosneft, la maggiore compagnia petrolifera russa. Questo carico, partito il 18 giugno dalla raffineria di Vadinar sulla costa occidentale indiana, ha viaggiato attraverso il canale di Suez e poi il Mediterraneo, utilizzando petroliere appartenenti alla cosiddetta “flotta fantasma”, una rete di navi che trasportano petrolio evitando le sanzioni internazionali.
Secondo l’analisi della società EA Analytics, a causa degli attacchi ucraini, la capacità di raffinazione della Russia è diminuita di un terzo, scendendo a 3,6 milioni di barili al giorno a luglio. Gli attacchi aerei ucraini sono proseguiti e si sono intensificati colpendo anche obiettivi come i magazzini di Wildberries, la più grande piattaforma di e-commerce russa.
Inoltre, la Russia si trova in difficoltà nel reperire fornitori alternativi di petrolio, complicata dalla guerra tra Iran e Stati Uniti, che ha ridotto notevolmente l’offerta di petrolio e gas naturale sul mercato globale a causa del blocco dello stretto di Hormuz, dove prima della guerra circa un quinto del petrolio mondiale transitava.
Nell’ambito del mutato contesto, l’India, che aveva in precedenza incrementato le importazioni di petrolio russo a seguito delle sanzioni occidentali, si è vista costretta a ridurre gli approvvigionamenti per effetto delle pressioni da parte dell’ex presidente statunitense Donald Trump, che nel 2025 ha imposto pesanti dazi per l’acquisto di petrolio russo.
Tuttavia, attualmente l’amministrazione Trump mostra un atteggiamento più conciliatorio. Funzionari ucraini hanno riferito al Financial Times che alla fine di luglio, il vicepresidente JD Vance ha sollecitato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a sospendere gli attacchi al porto russo di Novorossiysk, un terminal dell’oleodotto del Caspian Pipeline Consortium, in cui sono coinvolte le aziende statunitensi Chevron ed ExxonMobil.
In vista delle elezioni legislative russe programmate per il 18-20 settembre, la carenza di carburante rappresenta una sfida per Putin, in quanto contrasta con la sua narrativa trionfalistica sul conflitto. Nella corsa elettorale, il presidente russo sembra investire più energie rispetto al passato, mentre i media indipendenti operanti all’estero riportano che in diverse località in cui era previsto un suo comizio, i prezzi del carburante sono stati abbassati artificialmente poco prima dell’arrivo di Putin.