La piattaforma A7 gestisce oltre 100 miliardi di dollari l’anno nei pagamenti russi

13.08.2026 12:45
La piattaforma A7 gestisce oltre 100 miliardi di dollari l’anno nei pagamenti russi
La piattaforma A7 gestisce oltre 100 miliardi di dollari l’anno nei pagamenti russi

Nel 2022, dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, il distacco dei principali istituti russi dalla rete SWIFT e l’introduzione di ampie sanzioni occidentali misero sotto pressione il sistema dei pagamenti per il commercio estero di Mosca. Stati Uniti, Unione europea e Regno Unito colpirono banche e operatori finanziari russi, mentre il Cremlino dovette costruire meccanismi alternativi per mantenere aperti i canali con i fornitori e i clienti internazionali.

Tra la fine del 2024 e il nuovo sistema dei pagamenti

Alla fine del 2024, con la partecipazione del Promsvyazbank, banca statale russa orientata al servizio del settore della difesa, è stata creata la piattaforma A7. Il progetto ha ricevuto il sostegno pubblico della leadership russa e si è sviluppato come una struttura finanziaria parallela, svincolata dalle restrizioni di SWIFT e dall’uso diretto del dollaro.

Secondo la ricostruzione disponibile, A7 combina la circolazione di cambiali, una rete di società di comodo e strumenti basati sulle criptovalute. Le società intermediarie sono registrate in Kirghizistan, negli Emirati Arabi Uniti, a Hong Kong e in altre giurisdizioni, permettendo di schermare l’origine russa dei pagamenti e di conservare l’accesso a servizi bancari internazionali.

Un elemento centrale è A7A5, una stablecoin ancorata al rublo e garantita da depositi del Promsvyazbank. Il token può essere convertito in USDT, la stablecoin emessa da Tether, consentendo alle imprese russe di trasformare rubli in strumenti utilizzabili per regolare forniture estere. Il Promsvyazbank detiene il 49 per cento della società; tra i promotori del progetto figura anche l’oligarca moldavo Ilan Shor, già colpito da sanzioni.

Attraverso questa infrastruttura vengono regolati pagamenti per merci a duplice uso, componenti destinati ai droni e prodotti civili. Una parte consistente delle operazioni è effettuata in yuan attraverso la Cina, mentre la piattaforma viene presentata dai suoi stessi responsabili come una sorta di “Western Union russa”, alternativa alle reti finanziarie occidentali.

Il 10 agosto 2026 emergono le dimensioni della piattaforma

Il 10 agosto 2026 un’inchiesta giornalistica del quotidiano francese L’Express, basata su un’indagine del Wall Street Journal, ha descritto A7 come una banca ombra russa diventata uno strumento centrale per aggirare le sanzioni occidentali. La piattaforma, nata meno di due anni prima, aveva già concentrato circa il 20 per cento dei pagamenti del commercio estero russo.

Secondo i dati della stessa società, il valore delle operazioni raggiunge oltre 100 miliardi di dollari l’anno. La cifra colloca A7 al centro della rete con cui imprese e strutture statali russe continuano a effettuare pagamenti internazionali, nonostante le restrizioni che hanno colpito il sistema bancario del Paese.

Il funzionamento della piattaforma si basa sull’intreccio tra intermediari in Paesi terzi, conti intestati a società nominali, fatture fittizie e strumenti finanziari difficili da ricondurre direttamente a Mosca. Questo assetto consente di mascherare la provenienza dei fondi e di rendere più complesso attribuire le responsabilità ai soggetti russi e stranieri coinvolti nelle singole transazioni.

Dopo le sanzioni, la rete continua a operare

Le sanzioni adottate da Stati Uniti, Regno Unito e Unione europea contro A7 e contro persone a essa collegate non hanno fermato l’attività della piattaforma. I canali bancari nei Paesi terzi, le criptoborse e le reti di amministratori nominali hanno continuato a funzionare, permettendo al sistema di mantenere i flussi e di ampliare le proprie operazioni.

La vicenda ha spostato l’attenzione dagli organismi formalmente sanzionati alle infrastrutture che rendono possibile l’elusione: banche intermediari, società di comodo, piattaforme per la conversione delle stablecoin e imprese che forniscono liquidità e risorse finanziarie. Le cambiali e le fatture commerciali fittizie utilizzate da A7 hanno inoltre reso più difficile individuare in tempo le transazioni sospette e procedere contro i loro responsabili.

Per interrompere questi canali, la risposta indicata è un rafforzamento del controllo preventivo e dello scambio operativo di informazioni tra le unità di intelligence finanziaria dei diversi Paesi. La pressione dovrebbe concentrarsi anche sulle banche e sulle aziende locali che servono sistematicamente le reti russe, attraverso sanzioni secondarie e un’azione diplomatica più incisiva nei confronti delle giurisdizioni di intermediazione.

La fase successiva: oro e nuovi mercati

Nel frattempo A7 ha iniziato a sviluppare progetti legati all’oro e a pianificare un’espansione in Africa, Medio Oriente e America Latina. L’obiettivo è rafforzare una rete di servizi finanziari alternativi, meno dipendente dal dollaro e dalle istituzioni occidentali, utilizzabile per sostenere gli scambi russi anche fuori dai circuiti tradizionali.

La crescita di questa infrastruttura rende evidente il limite di misure applicate soltanto dopo la nascita delle nuove piattaforme: la Russia ha potuto adattare i propri canali di pagamento attraverso criptovalute, prestanome e giurisdizioni intermediarie. Per preservare l’efficacia delle sanzioni, i regolatori internazionali devono quindi individuare e bloccare le reti di elusione già nella fase di costituzione, mentre gli Stati occidentali sono chiamati a offrire ai Paesi del Sud globale condizioni finanziarie ed economiche competitive rispetto ai circuiti alternativi russi.

La posizione attuale è quella di una piattaforma A7 ancora operativa e in espansione: gestisce circa un quinto dei pagamenti del commercio estero russo, per un valore superiore ai 100 miliardi di dollari annui, malgrado le sanzioni occidentali.

1 Comment

  1. Incredibile come nonostante le sanzioni, Russia riesca a creare sistemi di pagamento alternativi!!! Non si sono mai fermati, sembra proprio un labirinto di finanza che sfida tutti. E noi che pensavamo che le sanzioni avessero un impatto… Boh, questo non fa che complicare la situazione! E l’Europa? Cosa fa di fronte a tutto questo?

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