Tragedia a San Vito Lo Capo: due morti per esalazioni in depuratore non collaudato

14.08.2026 05:45
Tragedia a San Vito Lo Capo: due morti per esalazioni in depuratore non collaudato

Tragedia a San Vito Lo Capo: due morti in incidenti legati a un depuratore non collaudato

SAN VITO LO CAPO (Trapani) – Un depuratore non collaudato, sequestrato dieci anni fa e ripristinato nonostante le anomalie segnalate da Arpa Sicilia, ha causato la morte di due uomini questa mattina. I tragici eventi hanno coinvolto Davide Anselmo, 45 anni, operaio della ditta che gestiva l’impianto, e Francesco Bulgarella, 64 anni, soccorritore del 118. Anselmo è deceduto a causa delle esalazioni tossiche inalate durante un controllo di routine, mentre Bulgarella è morto tentando di rianimarlo, riporta Attuale.

Il depuratore, attivo dal 2010 e sequestrato dalla Procura di Trapani nel giugno 2016 per ripetute anomalie di funzionamento, non ha mai ricevuto l’approvazione per il collaudo. Secondo le prime ricostruzioni, Anselmo si è sentito male durante un intervento di manutenzione. Un collega ha allertato i soccorsi, ma il personale dei vigili del fuoco ha dovuto faticare per estrarlo. Una volta in superficie, ricevette assistenza dai medici del 118, gestito dalla Seus – Sicilia emergenza urgenza sanitaria.

Il secondo dramma si è verificato durante i tentativi di rianimazione di Anselmo. Bulgarella, mentre praticava il massaggio cardiaco, è crollato, apparentemente per il caldo o lo sforzo fisico. Nonostante gli sforzi della dottoressa della guardia medica presente, entrambi i tentativi di rianimazione sono stati vani. Fabio Genco, responsabile del 118 di Palermo e Trapani, ha escluso che Bulgarella fosse stato esposto alle esalazioni, precisando che il soccorritore aveva atteso l’arrivo dei vigili del fuoco fuori dai locali del depuratore. “È un lutto che colpisce al cuore la grande famiglia del 118 siciliano”, ha dichiarato Genco. Solo l’autopsia potrà chiarire le cause precise delle morti, ma per Bulgarella, il collasso dovuto allo sforzo rimane l’ipotesi più probabile.

Questa doppia tragedia pone in evidenza le problematiche di una struttura che presenta anomalie addirittura datate. Il depuratore comunale, costruito nel 2010, non ha mai ricevuto un collaudo ufficiale, come confermato dalla Capitaneria di porto. Nonostante ciò, il Comune di San Vito Lo Capo aveva affidato la manutenzione a una società privata. Negli ultimi anni, il depuratore è stato oggetto di indagini e nel luglio 2026 un nuovo sequestro è stato disposto dai pm di Trapani.

Attualmente, la Procura di Trapani ha aperto un nuovo fascicolo per indagare sull’incidente. Le indagini, condotte dai carabinieri di Alcamo, mirano a ricostruire dettagli come la presenza di personale, le procedure seguite, i dispositivi di protezione disponibili e l’esistenza di sostanze pericolose. L’incidente richiama alla memoria la tragedia avvenuta nel 2024 a Casteldaccia (Palermo), dove persero la vita cinque operai durante lavori di manutenzione. L’opinione pubblica attende ora risposte e misure che possano garantire la sicurezza sul lavoro in tali impianti.

Nino Femiani

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