Minacce a Matteo Lepore: venti indagati, molti residenti di Bologna coinvolti

14.08.2026 09:05
Minacce a Matteo Lepore: venti indagati, molti residenti di Bologna coinvolti

Bologna, 14 agosto 2026 – Le minacce si concretizzano. Da quelle generate con odio sui social dopo gli scontri seguiti alla morte di Abderrahim Fakir, fino a quelle che hanno raggiunto la mail personale del sindaco Matteo Lepore. Tra le minacce di morte, si leggono frasi inquietanti come: “Ti veniamo a prendere noi. A te e ai tuoi figli” e “Tanto sappiamo dove abiti”, contenente l’indirizzo di Lepore stesso. Il primo cittadino ha sporto denuncia, e nei giorni successivi gli è stata assegnata una scorta personale, riporta Attuale.

Le minacce hanno portato alla registrazione di venti persone nel registro degli indagati per minaccia aggravata tramite metodo informatico, dopo un’indagine condotta dalla polizia di Stato avviata in seguito alla denuncia di Lepore.

A quanto emerso, si tratta prevalentemente di comuni cittadini bolognesi: studenti, residenti, e anche negozianti del centro storico, che rimangono scottati dagli scontri violenti tra manifestanti e forze dell’ordine. Tra i venti indagati, ci sarebbero anche persone provenienti da fuori provincia e regione. Nessuna connessione tra gli indagati è stata riscontrata, e l’inchiesta proseguirà per ulteriori accertamenti.

Un 23enne francese indagato per scritte contro Meloni

Allo stesso tempo, notizie recenti segnalano che un 23enne francese è stato indagato e denunciato dalla Questura per scritte antisemite e minacce contro la premier Giorgia Meloni. Altre scritte simili, in lingua francese, sono comparse anche in città, riportando minacce alla presidente del Consiglio e offese alle forze di polizia, in relazione alla morte di Fakir, il 42enne deceduto al Pilastro durante un controllo di polizia il 19 luglio.

La spirale di odio contro il governo e le forze dell’ordine continua, con scritte e murales che macchiano il territorio bolognese. Nella notte tra mercoledì e giovedì, nuovi vandalismi si sono registrati in punti distinti della città; la polizia è attualmente al lavoro per identificare i responsabili, come già avvenuto nel caso di uno degli autori degli atti vandalici identificati dalla Digos in vicolo Bianchetti.

Un episodio recente ha visto i vandali esprimersi con frasi minacciose in via Codivilla, dove una scritta in nero recitava “Meloni impiccata” e poco distante altre parole in rosa dichiaravano “Tout le monde déteste la police”, un grido di protesta che ha caratterizzato le manifestazioni contro la polizia durante gli scontri del 20 luglio.

A conferma della crescente tensione, il sindacato Siulp, tramite il segretario provinciale Pasquale Palma, ha sottolineato la necessità di ridurre le tensioni e responsabilizzare la comunità, affermando che lanciando accuse contro la polizia non si aiuta la ricerca della verità. Stefano Cavedagna, europarlamentare di FdI, ha sollecitato l’amministrazione comunale ad attivarsi per ottenere il Daspo Urbano per coloro che hanno condotto scritte, aggredito agenti in piazza Roosevelt, e hanno indirizzato minacce.

1 Comment

  1. Ma che cauciù, ma dove siamo arrivati? Non si può più nemmeno fare politica senza ricevere minacce! È una cosa da pazzi, ultimamente la tensione è alle stelle… Bologna, una città che dovrebbe essere un modello di civiltà, è diventata un campo di battaglia. Non so come andrà a finire, ma ho paura per il futuro della nostra comunità.

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