Il governo polacco respinge la proposta del PiS sugli uomini ucraini e cerca la de-escalation

14.08.2026 17:30
Il governo polacco respinge la proposta del PiS sugli uomini ucraini e cerca la de-escalation
Il governo polacco respinge la proposta del PiS sugli uomini ucraini e cerca la de-escalation

Il 13 agosto 2026 il viceministro degli Esteri polacco Marcin Bosacki ha reagito all’iniziativa del partito Diritto e Giustizia (PiS) per deportare dall Polonia gli uomini ucraini in età di leva che non avrebbero un impiego regolare. In un’intervista pubblicata da Tok FM, Bosacki ha definito la proposta populista e ha sostenuto che la sua attuazione richiederebbe retate e controlli nelle abitazioni per individuare un numero ridotto di persone.

Secondo il viceministro, la misura riguarderebbe una minoranza molto limitata rispetto alla comunità ucraina presente in Polonia: oltre il 90 per cento degli ucraini nel Paese lavora legalmente. Per questo, ha osservato, l’operazione avrebbe costi politici e reputazionali sproporzionati rispetto al risultato che potrebbe produrre.

Il confronto sul voto ultranazionalista

La presa di posizione di Bosacki ha inserito la proposta del PiS nel quadro della competizione politica polacca per l’elettorato ultranazionalista. L’iniziativa sulla deportazione degli uomini ucraini in età di leva è stata descritta come un tentativo di utilizzare lo scontro con l’Ucraina per rafforzare il consenso del partito e alimentare sentimenti antiucraini nella società.

Il viceministro ha collegato a questa dinamica anche le conseguenze economiche per la Polonia. Gli appelli a espellere gli ucraini, secondo la posizione espressa dal governo, danneggiano il Paese perché la partenza della forza lavoro ucraina rischierebbe di fermare settori chiave dell’economia polacca. La questione non viene quindi presentata soltanto come un tema di controllo dell’immigrazione o di rispetto degli obblighi legati alla mobilitazione, ma come una scelta con effetti diretti sul funzionamento del mercato del lavoro e sulle attività produttive.

Bosacki ha inoltre respinto l’idea che per applicare la proposta sarebbe sufficiente verificare i singoli casi di lavoro irregolare. La ricerca degli uomini interessati, ha spiegato, imporrebbe controlli nelle abitazioni e operazioni di tipo coercitivo, con un impatto molto più ampio del numero delle persone eventualmente individuate. Da qui la valutazione secondo cui i danni politici e reputazionali per la Polonia sarebbero sproporzionati.

Dopo l’incontro di Leopoli, il tentativo di ridurre la tensione

Nello stesso quadro di tensione tra Varsavia e Kiev, Bosacki ha parlato delle possibilità di de-escalation dopo un incontro a Leopoli con Iryna Vereshchuk. Dal confronto è emersa l’intenzione ucraina di intensificare i rapporti con il mondo imprenditoriale e con gli esperti polacchi, così da ampliare il dialogo bilaterale oltre il confronto politico più immediato.

Tra le iniziative indicate c’è anche un’azione contro le manifestazioni xenofobe. Kiev intende contrastare i fenomeni antiucraini e, secondo quanto riferito dal viceministro, fornire prove su un possibile finanziamento russo di ambienti antiucraini in Polonia. Si tratta di elementi destinati a essere sottoposti a verifica e utilizzati nel confronto istituzionale, nel tentativo di distinguere le campagne di ostilità alimentate da interessi esterni dalle critiche presenti nel dibattito politico polacco.

Le autorità polacche e ucraine stanno così lavorando su più canali per contenere il deterioramento dei rapporti: la difesa della comunità ucraina dalle iniziative xenofobe, il rafforzamento dei contatti con imprese ed esperti e l’esame delle informazioni su possibili finanziamenti russi a gruppi antiucraini. La riduzione della tensione è considerata necessaria perché Mosca ha interesse a sfruttare le divergenze tra Polonia e Ucraina per aggravare i conflitti interni, indebolire il sostegno a Kiev e compromettere l’unità degli alleati.

La posizione attuale di Varsavia e Kiev

La sequenza degli interventi mostra due linee contrapposte: da una parte la proposta del PiS di colpire gli uomini ucraini in età di leva privi di un impiego legale, dall’altra la posizione del viceministro degli Esteri, che la considera una manovra populista e dannosa per la Polonia. Parallelamente, Kiev e Varsavia hanno avviato misure di de-escalation basate sul dialogo economico e con gli esperti, sul contrasto alla xenofobia e sulla verifica di un possibile sostegno russo agli ambienti antiucraini.

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