Lev Shlosberg, dissidente e nuovo vicepresidente del partito pacifista Jabloko, è stato condannato a undici anni di colonia penale per aver condiviso un post contenente la celebre immagine di una donna ucraina ferita durante i bombardamenti su Kiev. La Condanna arriva mentre la Corte Suprema russa ha confermato l’esclusione del partito Jabloko dalle imminenti elezioni della Duma di Stato, previste per il 18-20 settembre, privando ulteriormente la scena politica di una voce contraria al regime di Vladimir Putin, riporta Attuale.
Shlosberg, noto per le sue posizioni critiche nei confronti del governo russo, ha dichiarato nel 2022 che «Vladimir Putin non accetta la realtà. Questo è il pericolo più grande che stiamo correndo, tutti noi». Sotto inchiesta per la sua opposizione al regime, la sua situazione è peggiorata drasticamente con l’entrata in vigore di leggi che puniscono ogni forma di «discredito dell’esercito». Mentre sua moglie e lui si trovavano già sotto pressione, la condanna rappresenta solo l’ultimo di una serie di eventi che mostrano il crescente autoritarismo del regime.
Condanna e reazioni
Il giorno in cui Shlosberg è stato condannato, Nikolaj Rybakov, presidente di Jabloko, ha denunciato in aula la «devastazione dello Stato di diritto» in Russia. Le motivazioni ufficiali per l’esclusione del partito dalle elezioni hanno suscitato incredulità: la Commissione elettorale ha citato l’uso illegale di immagini, accusando il partito di aver utilizzato una foto di un carro armato in un campo di girasoli. Questo giustifica non solo l’esclusione elettorale ma alimenta anche il clima di repressione e paura.
Le manifestazioni di sostegno a Shlosberg hanno incontrato la ferma opposizione delle autorità. Circa novanta manifestanti sono stati arrestati durante le proteste, mentre l’assenza di un’opposizione formale al governo ha creato un contesto politico oppressivo. Jabloko, sebbene desiderosa di partecipare, si trova a fronteggiare sfide significative, inclusa la possibilità che i candidati nelle elezioni single-member siano già stati compromessi da accordi con il partito di governo.
Il discorso di un prigioniero politico
Shlosberg, oggi prigioniero politico, ha affermato: «Una vita degna dell’uomo è una vita senza guerra, senza la minaccia costante di una morte improvvisa». Durante il suo processo, ha evidenziato l’urgenza di un cessate il fuoco che molti in Russia desiderano, nonostante il governo continui a negare la necessità di dialogo. La repressione delle voci pacifiste, come la sua, evidenzia la fragilità del discorso pubblico in un paese dominato dalla narrativa di guerra del Cremlino.
L’atteggiamento di Putin di fronte alla crescente disillusione tra la popolazione russa sulla guerra in Ucraina riflette una strategia di governo che teme il dissenso, temendo che persino un partito marginale come Jabloko possa innescare una crisi più profonda all’interno del regime.