Situazione di Emergenza a Ceuta: Migranti in Sciopero della Fame e Minacce di Azioni Legali
Più di un centinaio di migranti a Ceuta hanno iniziato uno sciopero della fame per chiedere asilo in Spagna, mentre il governatore Juan Jesús Vivas ha accusato il governo spagnolo di “passività” e ha minacciato di contattare le massime autorità giudiziarie se non si registrano miglioramenti entro 30 giorni, riporta Attuale.
Il premier Pedro Sánchez, attualmente in vacanza alle Canarie, ha mantenuto un silenzio mediatica sulla situazione, eludendo interviste con i membri del governo, mentre la posizione dell’opposizione rimane ferma: “Tutti coloro che sono entrati a Ceuta in modo irregolare devono tornare in Marocco”, ha dichiarato Cuca Gamarra, esponente del Partito Popolare. Le statistiche ufficiali parlano di 1.178 migranti entrati illegalmente, un numero controverso dato che le stime più attendibili parlano di circa 80.000 persone. La guerra dei numeri si concentra ora sugli oltre 8.000 migranti rimasti nell’exclave, di cui 1.898 sono minori non accompagnati.
In un incontro virtuale con i membri del governo, la ministra delle Migrazioni Elma Saiz ha annunciato che, dopo diciotto giorni di stallo, è stato raggiunto un accordo per creare quattro nuove aree di accoglienza per migranti, offrendo 1.500 posti per coloro che da fine luglio vivono in condizioni precarie. Queste strutture, definite “temporanee e straordinarie”, potrebbero non essere sufficienti a calmare le tensioni locali.
In un contesto di crescente tensione, il governatore Vivas ha espresso la sua preoccupazione per la situazione di Ceuta, dichiarando: “Voglio solo dire: guardate, Ceuta è in pericolo”. Mentre i migranti continuano la loro battaglia per la dignità e i diritti di asilo, le autorità spagnole sono sotto pressione per affrontare una crisi che sembra intensificarsi, con controlli più severi sui viaggiatori provenienti dall’Italia che dal 8 agosto hanno interessato oltre 5.000 persone in arrivo nel paese.
Questo scenario mette in evidenza le difficoltà della Spagna e dell’Unione Europea nel gestire la pressione migratoria nelle enclavi come Ceuta, richiamando attenzione sulle necessità umanitarie e le sfide politiche in corso.