Identificata la vittima ignota della strage nazifascista: Guglielmo Puppo, 24 anni, ucciso nel 1944 a San Terenzo Monti

19.08.2026 03:15
Identificata la vittima ignota della strage nazifascista: Guglielmo Puppo, 24 anni, ucciso nel 1944 a San Terenzo Monti

Massa-Carrara, 19 agosto 2026 – A distanza di oltre ottant’anni, il passato riemerge nella sua cruda verità. Oggi, 82° anniversario della strage nazista di San Terenzo Monti – 159 morti secondo L’Atlante delle stragi nazifasciste – durante la cerimonia civile al Memoriale di Valla, verrà resa nota un’importante identificazione che il nostro giornale anticipa. È stata identificata una delle tre vittime della strage rimaste finora ignote: era Guglielmo Puppo, 24 anni, ufficiale del Regio esercito passato coi partigiani, nato nel 1920 a Livorno, la città di origine del padre, sottotenente della Guardia Armata alla Frontiera in Valle d’Aosta, al momento dell’Armistizio del 1943, riporta Attuale.

Il rastrellamento a Sant’Anna di Stazzema

Puppo era uno dei 53 giovani rastrellati e fatti prigionieri in Versilia il 12 agosto 1944 durante e dopo la strage di Sant’Anna di Stazzema e trasportati il 19 agosto dalle SS a Bardine di San Terenzo nel fivizzanese.

La strage seguì il combattimento avvenuto a Bardine due giorni prima fra un reparto delle SS e i partigiani della formazione “Ulivi”, nel quale erano rimasti uccisi sedici soldati tedeschi, oltre a un morto e due feriti fra i partigiani. La vendetta tedesca si abbatté la mattina del 19 agosto sulla popolazione di San Terenzo. Alla Fattoria di Valla 107 persone indifese (donne, anziani e bambini) erano state assassinate dalle SS. Nel contempo i 53 ostaggi portati dalla Versilia nei pressi del Ponte di Bardine venivano legati a pali e alberi lungo la provinciale e impiccati col filo spinato. Per prolungarne l’agonia, gli avevano sparato alle gambe, lasciandoli appesi al sole d’agosto per tre giorni.

La scoperta

Ora, a distanza di oltre 80 anni, una delle tre vittime ancora ignote è stata finalmente identificata. È stato il nipote di Guglielmo Puppo a rinvenire la documentazione necessaria. Il lavoro di ricerca dello storico Giovanni Cipollini con il delegato alla Memoria del Comune di Fivizzano ha completato il processo di identificazione. Puppo, originario di Livorno, si era trasferito con la famiglia a La Spezia e successivamente si era spostato nell’entroterra versiliese. Qui, insieme a Gino Lombardi, aveva costituito il primo gruppo di partigiani della Versilia, attivo sul Monte Gabberi.

Il 22 aprile 1944 si era arruolato nella “formazione Bandelloni”. “Con esuberanza e coraggio non comuni partecipò alle azioni della formazione – scrive nelle sue memorie il comandante Lorenzo Bandelloni – sempre in linea e di esempio a quanti lo conobbero.”

Avuta segnalazione dei preparativi tedeschi di un rastrellamento nella catena del Monte Gabberi e del Monte Lieto, Puppo era stato inviato in missione di ricognizione a Val di Castello il 12 agosto 1944, e, poiché l’azione nazista aveva assunto proporzioni preoccupanti, era stato catturato da una pattuglia, nonostante fosse disarmato.

“Il 19 agosto – conclude la relazione di Bandelloni – venne tradotto dalle stesse SS che l’avevano catturato a San Terenzo Monti e lì fucilato nello stesso giorno”. Puppo, nell’immediato, non fu identificato, poiché nel Versiliese il suo non era un volto conosciuto; ottantadue anni dopo, la certezza dell’identificazione fa luce sulla sua storia.

Nel prossimo autunno, il nipote sarà a San Terenzo, nel luogo dove suo zio Guglielmo è stato assassinato, e porterà con sé ricordi ed effetti personali, destinati al Museo della Cultura della Memoria, affinché il ricordo del giovane ufficiale che scelse la “via dei monti”, rifiutando di combattere contro i suoi connazionali, rimanga nella storia della Resistenza.

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