Sparatoria in ospedale a Prato: indagini in corso dopo il tentativo di fuga di un arrestato
Una sparatoria avvenuta presso il pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano di Prato ha portato a indagini per tentato omicidio nei confronti di un agente di polizia penitenziaria, dopo che un giovane di 22 anni di origine marocchina, in manette, è stato colpito da un proiettile. I fatti, ripresi da un video di sicurezza, mostrano il ragazzo usare un estintore e cercare di scappare, mentre il personale sanitario fugge per mettersi in salvo, prima di essere colpito in una colluttazione con un agente, riporta Attuale.
Il procuratore capo Luca Tescaroli ha confermato che la sparatoria è avvenuta durante un tentativo di fuga da parte del giovane, il quale si trovava in un’area chiusa della struttura. Anche due agenti di polizia penitenziaria sono rimasti feriti nell’incidente: uno con una frattura alla mano e l’altro con un periodo di prognosi di trenta giorni.
Le indagini sono partite dopo che nella stessa giornata erano stati arrestati tre uomini per aver tentato di lanciare plichi contenenti hashish e telefoni all’interno del carcere della Dogaia. Tra loro vi era il giovane arabo già conosciuto dalle forze dell’ordine, che si era ferito nel tentativo di scappare prima di essere scortato all’ospedale.
Le forze dell’ordine e gli investigatori stanno ora raccogliendo prove e testimonianze per fare chiarezza sulla dinamica della sparatoria. Un medico del pronto soccorso, presente durante l’incidente, ha difeso l’operato dell’agente, sostenendo che ha agito per salvare vite.
Dal canto suo, l’avvocato dell’agente indagato, Vittorio Luigi Fucci, ha già precisato che si farà riferimento allo scudo penale introdotto dal governo, il quale potrebbe impedire una registrazione automatica dell’agente nel registro degli indagati se si dimostrerà che l’atto è stato eseguito in servizio con motivazioni giustificabili. Resta da verificare se si tratti di una giustificazione legittima o di un uso sproporzionato della forza, un interrogativo al centro delle investigazioni.
Il legale ha testimoniato che il suo assistito è molto provato da quanto accaduto e ha sollecitato di attendere l’esito delle indagini, ribadendo che l’agente agì in uno stato di shock, dopo aver sparato due colpi solo a scopo intimidatorio. Il ragazzo ferito, nel frattempo, è stato dimesso ed è stato riportato in carcere.
Intanto, il caso ha attirato l’attenzione della politica. Il vicepremier Matteo Salvini ha espresso il suo supporto all’agente, affermando: “Sostegno totale all’agente di Prato. Altro che tentato omicidio”.