Una madre si tatua una tastiera per comunicare con il figlio autistico
Roma, 19 agosto 2026 – Hunter è un vivace bambino canadese di 11 anni nello spettro dell’autismo, con delle difficoltà nella comunicazione verbale che lo spingono a rapportarsi con gli altri perlopiù mediante dispositivi elettronici. Un vero e proprio muro che, oltre a creare una dipendenza da smartphone e tablet, ha reso la comunicazione con i suoi cari meno ‘diretta’. Proprio per questo sua madre, Jessica Fletcher, ha trovato una soluzione tanto originale quanto profonda: farsi tatuare una tastiera da computer sull’avambraccio, così che il bambino possa esprimersi ‘corpo a corpo’, senza una barriera tecnologica di mezzo, riporta Attuale.
Il New York Post racconta come l’idea sia nata durante una cena al ristorante, quando la batteria del dispositivo di Comunicazione aumentativa e alternativa di Hunter – pensato proprio per le persone non verbali come lui – si era improvvisamente scaricata, lasciando il bambino privo della possibilità di esprimersi. Per sopperire alla mancanza, Jessica ha dapprima tentato di scrivere su un tovagliolo le lettere in ordine alfabetico; insoddisfatto, Hunter ha riscritto le lettere nell’ordine delle tastiere Qwerty, iniziando a comunicare il cibo desiderato ‘digitandole’ con le dita.
L’episodio ha evidenziato come, affidandosi esclusivamente ai dispositivi elettronici, il bimbo sia costantemente a rischio di restare ‘silenziato’. Proprio questo ha spinto mamma Jessica a rivolgersi a un tatuatore, che le ha inciso sulla pelle una tastiera da computer, insieme a diverse icone: una faccina felice, una triste e il pulsante ‘I [cuore] you’.
Hunter ha da subito approvato la nuova strategia: prima parola ‘digitata’ sul braccio di Jessica è stata “mama”. Una piccola rivoluzione per la loro vita quotidiana, specie considerando che questo metodo garantisce una privacy di cui l’11enne non ha mai goduto prima: il dispositivo elettronico normalmente utilizzato sintetizza infatti ad alta voce il messaggio comunicato, mentre ciò che viene digitato sul braccio della mamma può ovviamente rimanere tra di loro.
Il video diffuso da Jessica per mostrare il peculiare nuovo modo di comunicare di suo figlio ha fatto il giro del mondo, portando addirittura alla creazione di una linea di magliette, in collaborazione con il marchio Maritimer, con sopra stampata una tastiera. I primi ‘modelli’ sono stati i compagni di scuola di Hunter, entusiasti di poter interagire e comunicare con il bambino in un modo più diretto e privato impossibile fino a oggi. Le magliette potrebbero diventare un must anche per gli operatori che lavorano quotidianamente con persone non verbali, nonché per personale sanitario, infermieri e primi soccorritori che altrimenti non sarebbero in grado di comunicarvi. Inoltre, numerosi tatuatori in giro per il mondo hanno deciso di aggiungere nella propria offerta tatuaggi simili per genitori che vivono esperienze simili a quelle di Jessica Fletcher.
Le persone non verbali presentano un’assenza o una significativa limitazione nella produzione del linguaggio orale. Non sempre ciò intacca tuttavia la capacità di comprendere il linguaggio orale: molte di loro dispongono ‘internamente’ di conoscenze relative alle regole sintattiche e morfologiche. Per colmare questo divario si ricorre alla Comunicazione aumentativa e alternativa, un insieme di strategie e strumenti basato su gesti, espressioni, immagini, fogli di carta, libri e dispositivi tecnologici.