Tragedia a Gaza: la richiesta di aiuto di una bambina di cinque anni culmina in un drammatico ritrovamento
GERUSALEMME – Solo dodici giorni dopo erano riusciti a esaudire quell’invocazione angosciata: «Venite a prendermi. Mi verrete a prendere? Ho molta paura». Troppo tardi. Quando le truppe israeliane avevano rimosso il divieto di avvicinarsi alla «zona militare», i soccorritori erano stati in grado di trovare la piccola Hind Rajab, ancora nell’auto da cui aveva parlato e pianto, pianto e parlato per tre ore e mezza con la Mezzaluna Rossa, il cadavere incastrato tra quelli dei due zii e di quattro cugini. La bambina di cinque anni stava fuggendo con i parenti da Tel Al Hawa, un quartiere di Gaza City: la prima a chiamare era stata una cugina più grande, Hind aveva preso il telefono dopo che la ragazzina era stata uccisa da una raffica di mitragliatore, i colpi udibili nella registrazione della richiesta disperata di aiuto, riporta Attuale.
Per mesi i portavoce dell’esercito hanno negato qualsiasi coinvolgimento nel massacro, ammazzati dai colpi di un carrarmato anche i due paramedici che hanno tentato di raggiungere la famiglia, l’ambulanza centrata nonostante le sirene blu visibili nell’oscurità della notte di Gaza: «Non eravamo presenti vicino ai veicoli e non erano nel raggio del nostro fuoco». L’hanno ripetuto fino a ieri, quando per la prima volta c’è stata un’ammissione o almeno l’inizio di un’inchiesta che dovrebbe chiarire che cosa sia successo veramente il 29 gennaio del 2024. Lo Stato Maggiore ha annunciato di aver completato la revisione di 105 «incidenti insoliti» avvenuti durante l’offensiva iniziata il 7 ottobre 2023 in risposta agli eccidi nel sud di Israele perpetrati dai terroristi di Hamas. Per alcuni casi – tra cui quello di Hind e dei famigliari – ha ordinato alla Polizia Militare di avviare un’indagine criminale.
Nessuna inchiesta però per l’uccisione di sette membri dell’organizzazione World Central Kitchen – tra loro anche volontari di varie nazionalità – il convoglio bombardato mentre cercava di portare cibo agli abitanti affamati: la terminologia brutale dell’esercito ammette solo un «fallimento operativo», i comandanti responsabili della decisione – convinti che nei veicoli si nascondessero miliziani jihadisti – erano già stati destituiti. Gli investigatori in divisa non sono stati chiamati ad analizzare neppure altri raid che hanno coinvolto operatori di Medici Senza Frontiere. Lo scorso febbraio le Nazioni Unite avevano accusato Tsahal di creare «un’atmosfera di impunità» attorno alle violazioni dei diritti umani e ai crimini di guerra nella Striscia. Le organizzazioni umanitarie denunciano che le indagini per appurare i fatti sono troppo poche e troppo superficiali.
«La voce di Hind Rajab» – la sua piccola voce di bambina terrorizzata – è diventato un film presentato anche alla Mostra di Venezia e candidato all’Oscar. La sua morte il simbolo dei quasi 74 mila palestinesi uccisi nel conflitto. Il suo nome è stato dato a una fondazione che identifica e segnala alla Corte Penale Internazionale i soldati israeliani che vivono o viaggiano all’estero, il governo israeliano ha costruito un dossier per screditare il gruppo accusando i due fondatori di «sostenere il terrorismo e l’antisemitismo».
Non ci sono parole per descrivere un’atrocità simile… una bambina di cinque anni che implora aiuto e muore in un conflitto insensato. La vita in questi posti è diventata insopportabile. Mi chiedo quando l’umanità smetterà di girarsi dall’altra parte davanti a tanta sofferenza. È uno scandalo che ci riguarda tutti!