Il futuro incerto di Hamas dopo l’annuncio di disarmo da parte di Trump

01.08.2026 19:35
Il futuro incerto di Hamas dopo l'annuncio di disarmo da parte di Trump

Trump annuncia accordo sorprendente per il disarmo di Hamas, ma le condizioni rimangono complesse

L’annuncio del presidente statunitense Donald Trump riguardante un accordo per il disarmo di Hamas ha preso di sorpresa gli osservatori internazionali. Tuttavia, la concreta attuazione dell’accordo è rimessa a questioni intricate e condizioni difficilmente realizzabili nel breve periodo, tra cui il ritiro delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza. Anche le autorità israeliane si sono mostrate scettiche, e Trump, dopo un inizio di euforia venerdì, ha abbassato le aspettative, riporta Attuale.

Hamas esercita il controllo sulla Striscia di Gaza dal 2007 e, nel corso degli ultimi vent’anni, ha ricoperto diversi ruoli, fungendo sia da forza militare, sia da strumento di repressione, nonché fornitore di servizi essenziali come acqua ed elettricità. Tuttavia, la leadership del gruppo ha subito ingenti perdite negli ultimi due anni di conflitto, riducendo il suo sostegno tra la popolazione e rendendo incerta la sua capacità di mantenere il controllo del territorio e l’efficacia militare. Nonostante non sia stata completamente distrutta, come dichiarato dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, Hamas sta attraversando una fase molto difficile.

Recentemente, il gruppo ha eletto Khalil al Hayya come nuovo leader. Quest’uomo, che vanta 65 anni e un legame con Hamas sin dalla sua fondazione nel 1987, era in precedenza vice di Yahya Sinwar, assassinato nel 2024. Al Hayya ha avuto un ruolo determinante nell’organizzazione degli attacchi contro Israele dell’ottobre 2023 e ha partecipato attivamente ai negoziati per il cessate il fuoco.

Uscito dalla Striscia prima dell’inizio della guerra, al Hayya ha vissuto tra Qatar ed Egitto, subendo ripetuti tentativi di assassinio da parte israeliana, l’ultimo nel settembre 2025. In questo conflitto, ha perso quattro figli a causa delle operazioni israeliane dal 2008 a oggi. La sua elezione riflette le profonde divisioni interne di Hamas, con al Hayya considerato un esponente della fazione più radicale e filoiraniana, in contrapposizione a Khaled Meshaal, che ha sempre risieduto in Qatar, e visto come una figura più diplomatica.

Le recenti trattative tra Hamas e mediatori egiziani, qatarioti e turchi mirano a superare l’attuale stallo sugli accordi di cessate il fuoco. Se confermato, l’accordo per il disarmo rappresenterebbe una seconda concessione da parte di Hamas, dopo l’annuncio del luglio 2025 relativo allo scioglimento dell’organo governativo della Striscia, trasferendo i poteri a un Comitato tecnico creato dal Consiglio di pace, voluto da Trump per gestire il processo di pace e la ricostruzione in Gaza.

Questi cambiamenti costituirebbero i primi passi verso la cosiddetta “fase due” dell’accordo di cessate il fuoco, che prevede modalità di autogoverno palestinese e l’inizio della ricostruzione, entrambi gli aspetti ancora lontani dalla realizzazione. Attualmente, Hamas continua a controllare la parte della Striscia di Gaza non occupata dalle forze israeliane, esercitando il suo potere attraverso la forza e la repressione. I miliziani hanno ripreso il controllo delle strade, eliminando potenziali rivali interni e continuando esecuzioni, anche se in modo meno visibile rispetto al passato.

Le condizioni di vita nella Striscia di Gaza rimangono drammatiche, con la popolazione che dipende dagli aiuti internazionali e vive spesso in tende per sfollati, a quasi dieci mesi dalla fine dei bombardamenti più intensi. Gli studi sulla forza militare residua di Hamas, forniti da fonti israeliane, stimano circa 20.000-25.000 miliziani attivi, rispetto ai 35.000 di prima della guerra. Tuttavia, la qualità dei nuovi reclutamenti è generalmente considerata inferiore a quella precedente. Inoltre, i rapporti indicano che Hamas possiede ancora quantità significative di razzi e armi.

La continuità del supporto iraniano a Hamas, alleato storico, è incerta a causa delle difficoltà in cui si trova l’Iran stesso, indebolito dalle recenti guerre in Medio Oriente. Fonti riportano che una delegazione di Hamas ha recentemente interagito con i leader dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, con l’Iran che avrebbe tentato di esercitare pressioni affinché Hamas non accettasse l’accordo di disarmo, senza riuscirvi.

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