Un palestinese-americano sfida l’assedio dei coloni a Qusra in Cisgiordania

22.08.2026 11:55
Un palestinese-americano sfida l'assedio dei coloni a Qusra in Cisgiordania

Resistenza in Qusra: Americana torna a casa nel mezzo dell’assedio

Un americano di origine palestinese è tornato nel suo villaggio d’origine, Qusra, per difendere la casa che ha costruito con il sudore della sua vita, ma ha trovato la sua proprietà sotto assedio da parte dei coloni israeliani. Loui Ridi, 47 anni, cittadino statunitense da oltre 20 anni, ha vissuto a Toledo, Ohio, dove ha accumulato un piccolo impero commerciale. Tuttavia, la situazione nel suo villaggio natale, a soli 15 chilometri da Nablus, si è aggravata: da due settimane i coloni di Tel Talpiot lo perseguitano, complicandogli la vita, riporta Attuale.

Il ritorno di Ridi è segnatamente difficile. La presenza di soldati israeliani impedisce qualsiasi movimento, compresi i più banali come portare a casa la spesa. «Siamo in prigione», afferma, descrivendo l’umiliazione di non poter nemmeno varcare la soglia senza il permesso militare. Mentre i coloni scendono dalla collina per lanciare pietre e montare tende, l’esercito israeliano si giustifica affermando di proteggere i civili dagli invasori. Ma, nonostante le rivendicazioni ufficiali, Ridi denuncia la familiarità tra soldati e coloni, che si abbracciano e pregano insieme.

Un drammatico scenario domestico

«Benvenuti», dice Ridi, mentre ci invita a entrare in casa. All’interno, la famiglia appare colpita dalla situazione: tutti indossano calzature americane consegnate dall’Ohio. La sorella Suhair prepara la colazione con gli avanzi che i militari hanno autorizzato a passare, creando un’atmosfera di tensione soffocante. «Questo è proteggere?», chiede Ridi, mentre la madre, anziana e smarrita, si domanda ripetutamente chi sia presente al cancello.

Le telecamere di sicurezza installate per monitorare l’esterno rivelano la disordinarietà della vita quotidiana in un contesto di assedio. «Oggi i coloni non sono ancora scesi, ma può succedere all’improvviso», avverte Ridi, indicando i veicoli e la bandiera gialla che segnalano la presenza dei coloni nelle vicinanze. La situazione è divenuta più audace, sostiene Ridi, poiché i coloni si sentono protetti dal governo israelo.

Una storia di speranza e ingiustizia

Ridi, il nono di dieci fratelli, è tornato in patria per riprendere contatto con le proprie radici. Gli anni trascorsi negli Stati Uniti lo hanno reso consapevole delle ingiustizie che i suoi connazionali palestinesi affrontano quotidianamente. «In Cisgiordania sono stato felice, ma solo andandomene ho capito quanta ingiustizia siamo costretti a sopportare», riflette. Con il suo ritorno, spera di portare l’attenzione sulla difficile situazione di Qusra e della Cisgiordania occupata, affinché il mondo non dimentichi le innumerevoli famiglie che vivono nella paura.

Nel 2025, le Nazioni Unite hanno documentato 1.835 attacchi di coloni in Cisgiordania, cifra che nei primi sette mesi del 2026 è già salita a più di 1.330. Ridi fa notare come il suo caso abbia attirato attenzione mediatica anche grazie al suo passaporto americano, costringendo persino figure politiche statunitensi a prendere posizione contro le violenze dei coloni. «Ho chiesto all’ambasciata americana di venire a vedere che cosa stanno facendo a un loro cittadino», conclude Ridi, affrontando la complessità della resistenza in un contesto così teso e conflittuale.

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