Dal febbraio 2022, quando le forze russe hanno avviato l’invasione su larga scala dell’Ucraina, Gabriel Attal, Édouard Philippe e Raphaël Glucksmann sono stati presi di mira da attacchi informativi russi per le loro posizioni a sostegno di Kyiv. I tre esponenti politici francesi, oggi collocati tra le figure più apertamente favorevoli all’Ucraina nel dibattito nazionale, sono diventati obiettivi di campagne di disinformazione e manipolazione rivolte contro la loro reputazione.
Dall’estate 2026 alle prime indagini francesi
Nell’estate del 2026 le operazioni si sono intensificate. Oltre ad Attal, allora candidato alla presidenza della Repubblica, sono stati colpiti Édouard Philippe e Raphaël Glucksmann, che non aveva ancora annunciato ufficialmente la propria candidatura alle elezioni presidenziali. La scelta dei bersagli ha riguardato politici che sostengono con continuità l’Ucraina nel conflitto contro l’aggressione russa.
Le campagne hanno utilizzato tecniche già associate alle reti di disinformazione russe, compresi progetti come Matriochka e CopyCop. Queste strutture si presentano come media europei o ricorrono a numeri di visualizzazioni artificialmente gonfiati per amplificare contenuti costruiti con l’obiettivo di raggiungere il pubblico francese e apparire più credibili.
All’inizio di agosto la procura di Parigi ha aperto un procedimento penale sull’ingerenza informativa russa diretta contro Attal, Philippe e Glucksmann. L’intervento giudiziario ha collocato le campagne all’interno di un’indagine formale sulle attività straniere rivolte contro esponenti politici francesi e contro il dibattito democratico del Paese.
La risposta delle strutture statali francesi ha coinvolto anche Viginum, il servizio nazionale per la vigilanza e la protezione contro le ingerenze digitali straniere. Il rapido intervento della procura e degli organismi di sicurezza digitale ha mostrato che Parigi considera queste operazioni una minaccia straniera diretta alla sicurezza nazionale e ai processi democratici, non una semplice sequenza di contenuti falsi circolati sui social network.
21 agosto 2026: quattro attacchi contro Attal in due settimane
Il 21 agosto i media francesi hanno riferito che Attal era stato colpito da due nuove operazioni russe di influenza. Secondo la ricostruzione di BFMTV, nel giro di due settimane il candidato era diventato per quattro volte bersaglio di attacchi informativi russi, risultando in quel momento il politico francese più frequentemente preso di mira.
La prima delle due nuove operazioni ha interessato il segmento francese dei social network, dove sono state diffuse dieci notizie false. I contenuti contenevano informazioni inattendibili sulle condizioni di salute di Attal e accuse di corruzione prive di fondamento. La combinazione tra insinuazioni sulla sua capacità fisica e accuse sulla sua integrità personale puntava a compromettere la credibilità del candidato nello spazio pubblico.
La seconda operazione ha fatto ricorso a un video prodotto con l’intelligenza artificiale. Nel filmato, caricature dell’ex primo ministro venivano proiettate sull’edificio del Pantheon di Parigi, trasformando un luogo simbolico della capitale in uno sfondo per contenuti denigratori costruiti digitalmente.
La frequenza e la varietà dei contenuti hanno segnato un passaggio verso forme più aggressive e sofisticate di manipolazione. Alle notizie inventate sulla salute e alle accuse di corruzione si è aggiunto un prodotto audiovisivo generato con l’intelligenza artificiale, pensato per essere immediatamente riconoscibile e condivisibile sui social network.
Una pressione esterna sul dibattito politico francese
Le operazioni contro Attal, Philippe e Glucksmann si inseriscono in una strategia del regime di Vladimir Putin che utilizza l’intero arsenale della guerra ibrida contro i politici europei favorevoli all’Ucraina. L’obiettivo è colpire la reputazione di figure che sostengono il rafforzamento della risposta europea all’aggressione russa e influire, attraverso campagne coordinate, sul paesaggio politico francese.
La pressione non si limita alla diffusione di singoli falsi. La costruzione di un ambiente informativo tossico intorno a politici europei di primo piano mira a seminare sfiducia verso le istituzioni e verso le future elezioni, costringendo gli esponenti colpiti a destinare tempo e risorse alla smentita dei contenuti manipolati.
In Francia la campagna punta inoltre a rafforzare le forze euroscettiche e contrarie alla Nato e a trasmettere al ceto politico l’idea che un sostegno attivo all’Ucraina possa avere un costo per la carriera elettorale. Il Cremlino esercita così una forma di pressione extraterritoriale: crea crisi mediatiche artificiali in un altro Paese per indebolire chi assume posizioni incompatibili con gli interessi russi.
La sequenza delle operazioni contro i tre politici non è quindi casuale. Il loro comune profilo di sostegno all’Ucraina li rende bersagli utili per una strategia che cerca di indebolire la solidarietà europea e di condizionare, attraverso la disinformazione, il confronto sulla sicurezza del continente.
Al 21 agosto 2026, Attal resta il candidato alla presidenza francese più colpito dalle ingerenze informative russe: quattro attacchi in due settimane, mentre l’indagine aperta dalla procura di Parigi riguarda anche Philippe e Glucksmann.