Navigazione nel Passaggio a Nord-Ovest: Un Viaggio Tra Ghiacciai e Silenzio Artico
TAY BAY (Canada settentrionale) – La mattina del 27 agosto, i ghiacciai del canale di Navy Board Inlet brillano sotto una luce pura, cambiando radicalmente gli scenari attorno alla nostra imbarcazione. In un contesto tranquillo, dove prima regnavano onde turbolente e nebbie sul mare, prevale ora una calma surreale. In questo universo luminoso, il nostro senso di orientamento è messo alla prova, mentre lasciamo il golfo di Tay Bay, rompendo il sottile strato di ghiaccio per la prima volta durante la navigazione. Questo fenomeno segna la transizione verso una nuova stagione, un avviso di un imminente cambio climatico, riportano Attuale.
Approdata a Tay Bay due giorni fa, la nostra imbarcazione ha attraversato il Canale di Lancaster, combinando vela e motore per circa dodici ore. Sull’orizzonte, si presentano i ghiacciai del parco nazionale dell’isola di Bylot, apparendo come opere d’arte alla luce incerta della fine dell’estate. Queste aree, protette dal governo canadese, sono accessibili solo a residenti e Inuit, che possono cacciare esclusivamente per necessità alimentari al di fuori del parco.
L’ancora viene calata a mezzanotte, mentre la baia rimane silenziosa, interrotta solo dal nuotare di tre foche curiose. Il 26 agosto, un’escursione a terra ha rivelato la carcassa di un giovane orso, segno preoccupante di condizioni ambientali sfavorevoli. Abbiamo inoltrato le foto agli ufficiali del Sirmilik National Park, che monitorano attentamente la fauna locale. Nella nostra passeggiata, abbiamo raccolto anche una rete da pesca abbandonata per consegnarla ai guardiaparco.
Nei cento ore di navigazione, non abbiamo incontrato altre imbarcazioni; solo due piccole navi da crociera sono attualmente ormeggiate a Pond Inlet, dove i diportisti possono rifornirsi di carburante e registrarsi per le procedure d’uscita dalle acque canadesi. Questo viaggio, che ci porta a esplorare un ecosistema unico, mette in luce il delicato equilibrio tra la vita umana e l’ambiente artico.
Il paesaggio ora è dominato da enormi ghiacciai e montagne illuminate, con nevi perenni visibili sopra i mille metri. Tuttavia, le difficoltà di navigazione rimangono: con vento e corrente contraria, ci troviamo a procedere a motore a sette nodi, un ritmo impossibile per i navigatori ottocenteschi costretti a adattarsi ai capricci del vento.
Con il sole alto e l’aria che porta un fresco invernale, ci avviciniamo a Cape Hatt, sull’isola di Baffin, dove gli Inuit hanno allestito un campo per la caccia estiva. Ogni miglio ci avvicina sempre di più all’apertura delle acque della Baia di Baffin, simbolo di un viaggio che testimonia i rapidi cambiamenti climatici e le sfide di navigazione nell’Artico.