Il Nyt e la missione di John Ratcliffe a Mosca: dubbi sul ruolo di Putin nella guerra in Ucraina

28.08.2026 15:05
Il Nyt e la missione di John Ratcliffe a Mosca: dubbi sul ruolo di Putin nella guerra in Ucraina

La missione della CIA: interrogativi sulla consapevolezza di Putin riguardo alla guerra in Ucraina

Il direttore della CIA, John Ratcliffe, ha posto una domanda cruciale a Aleksandr Bortnikov, capo del FSB russo, durante un recente incontro a Mosca: «Putin conosce davvero la cupa situazione sul campo?», riporta Attuale.

Questa rivelazione, riportata dal New York Times, solleva interrogativi sull’effettiva conoscenza di Vladimir Putin riguardo alle difficoltà che l’esercito russo sta affrontando nella guerra in Ucraina. L’incontro ha rappresentato un momento significativo, poiché da tempo gli analisti statunitensi si interrogano sulla consapevolezza del presidente russo riguardo al deterioramento delle condizioni militari e economiche della Russia.

Il canale di comunicazione diretto tra CIA e FSB è rimasto aperto anche in questa occasione, senza sovrapporsi alle negoziazioni in corso tra Steve Witkoff e Jared Kushner, gli emissari statunitensi di alto livello.

Nonostante ciò, la missione di Ratcliffe non ha portato a progressi significativi; ha invece messo in evidenza l’interesse russo a chiudere il conflitto prima che la situazione peggiori ulteriormente. In contrasto con la visita dell’ex direttore della CIA, William Burns, nel novembre 2021, Ratcliffe non ha rivelato alcuna posizione statunitense rispetto a possibili reazioni.

Durante la sua visita, Burns comunicò un messaggio diretto di Joe Biden a Putin, avvertendolo delle gravi conseguenze che avrebbe affrontato in caso di attacco all’Ucraina. Questo intervento aveva inizialmente creato un’illusione di comunicazione costruttiva, ma pochi mesi dopo, l’esercito russo ha lanciato l’invasione dell’Ucraina, rivelando l’inefficacia delle trattative.

Infine, la posizione di Burns, considerato uno dei consiglieri più influenti di Biden, era improntata su rapporti sempre più allarmanti riguardanti l’accumulo di truppe russe al confine con l’Ucraina. La sua previsione — che Putin non avesse un’uscita dalla guerra, ma non fosse disposto ad accettare una sconfitta militare — continua a rimanere valida nel contesto attuale.

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