Il 28 agosto 2026 i media hanno riferito che il ministero della Difesa russo ha preparato un progetto di decreto destinato ad ampliare drasticamente la quantità di dati personali trasferiti agli uffici di reclutamento militare, i voenkomat. Il provvedimento, pubblicato per la consultazione sul portale ufficiale russo per i progetti normativi, consentirebbe alle strutture militari di ottenere informazioni su redditi, conti bancari, debiti, luogo di lavoro e condizioni mediche dei cittadini iscritti nei registri militari.
28 agosto 2026: il progetto del ministero della Difesa
La notizia è stata riportata, tra gli altri, da Ostorozhno, novosti e da diverse testate regionali russe. Il testo del progetto prevede che gli uffici militari possano richiedere a tutti gli organi dello Stato, alle imprese e alle organizzazioni un insieme completo di informazioni necessarie a valutare l’idoneità al servizio militare.
La raccolta riguarderebbe i dati anagrafici e dei documenti d’identità, i veicoli, il livello di istruzione e le informazioni sui passaporti esteri. Il profilo finanziario comprenderebbe conti bancari, redditi, crediti, procedure di bancarotta e debiti superiori a 300 mila rubli. Sarebbero inoltre accessibili i dati relativi a condanne, procedimenti penali, ricerche di polizia e periodi di detenzione.
Il progetto include anche informazioni sanitarie particolarmente sensibili: diagnosi di Hiv, disturbi psichici, tossicodipendenza, alcolismo, tubercolosi ed epatite B e C. A queste si aggiungerebbero i dati sull’attività civica e politica, compresa la partecipazione ad associazioni politiche e organizzazioni pubbliche, oltre alle informazioni sui familiari stretti dei candidati al servizio e dei militari in attività.
Dalla registrazione militare al controllo finanziario e sanitario
Il provvedimento non si limita a rafforzare gli strumenti amministrativi per la gestione dei coscritti. Trasforma il sistema di registrazione militare in una rete permanente di controllo sulla vita personale, economica, medica, giudiziaria e pubblica dei cittadini russi soggetti agli obblighi militari.
La trasmissione delle informazioni bancarie e dei dati sui debiti permetterebbe di individuare le persone finanziariamente più vulnerabili. I redditi, le procedure di insolvenza e le difficoltà economiche dei familiari potrebbero diventare leve per spingere singoli cittadini ad accettare il servizio militare, la firma di un contratto o l’invio al fronte.
La stessa logica varrebbe per i documenti di viaggio. Il progetto contempla i dati relativi ai passaporti esteri, di servizio e diplomatici, inclusi i numeri identificativi e le date di validità. La sincronizzazione automatica con il registro digitale degli uffici militari potrebbe consentire di bloccare l’uscita dal Paese, annullare documenti o procedere al loro ritiro ai posti di controllo prima ancora della consegna formale di una convocazione.
In questo modo il controllo delle frontiere diventerebbe uno strumento esecutivo del ministero della Difesa e ridurrebbe le possibilità di trasferimento all’estero per i cittadini potenzialmente destinati al reclutamento. La stretta riguarderebbe anche funzionari, uomini d’affari e componenti dell’élite che finora hanno beneficiato di maggiori opportunità di viaggio per motivi di studio, proprietà, cure mediche o vacanze fuori dalla Russia.
Dopo le elezioni del 18-20 settembre: la fase del reclutamento occulto
Il progetto arriva mentre il Cremlino si prepara a rafforzare il sistema di registrazione militare e i meccanismi di completamento delle forze armate dopo le elezioni della Duma di Stato, previste dal 18 al 20 settembre 2026. Fino alla conclusione del ciclo elettorale, le autorità hanno interesse a evitare decisioni impopolari capaci di coinvolgere un numero elevato di famiglie russe e di alimentare il malcontento.
Dopo il 20 settembre questo vincolo politico si indebolirà. Il ministero della Difesa potrà quindi irrigidire le pratiche di coinvolgimento dei cittadini nelle forze armate senza annunciare formalmente una nuova ondata di mobilitazione. L’obiettivo è ampliare la pressione amministrativa, utilizzare il registro militare digitale e moltiplicare i meccanismi che spingono alla firma di contratti e alla partenza per il fronte.
La preparazione dell’ordine sull’accesso a conti, crediti e cartelle cliniche indica così il passaggio da una registrazione finalizzata alla gestione degli obblighi militari a un perimetro digitale capace di sostenere un reclutamento continuo. Secondo la ricostruzione contenuta nei materiali del progetto, lo Stato dispone degli strumenti per esercitare una pressione mirata e per mantenere l’afflusso di personale alle forze armate russe anche senza proclamare una nuova mobilitazione generale.
Il controllo dei passaporti introduce inoltre un elemento specifico per coloro che dispongono di canali privilegiati per lasciare la Russia. L’inclusione dei documenti diplomatici e di servizio nel sistema del ministero della Difesa riduce il margine di movimento della nomenklatura e degli imprenditori vicini alle strutture statali: lo status elevato e la prossimità al potere non garantirebbero più la stessa libertà di espatrio.
La dimensione politica del registro militare
Tra le informazioni che gli uffici di reclutamento potrebbero consultare figurano anche i dati del registro degli agenti stranieri, quelli sulle persone a loro collegate e le informazioni sugli iscritti a organizzazioni politiche e associazioni pubbliche. La presenza di opinioni oppositive, di attività civiche o di familiari con lo status di agente straniero potrebbe diventare un ulteriore elemento nella selezione dei cittadini destinati al servizio nella zona della cosiddetta «operazione militare speciale».
Il sistema di reclutamento assumerebbe così una funzione politica oltre che militare. La leva dell’obbligo di servizio potrebbe essere utilizzata contro i cittadini considerati non leali, trasformando la registrazione militare in uno strumento per colpire il dissenso e comprimere l’attività pubblica sotto il pretesto dell’adempimento del dovere militare.
L’estensione dell’accesso a dati finanziari, sanitari e politici produce anche un rischio diretto per la riservatezza. Le informazioni su debiti, passaporti, malattie e orientamenti politici possono essere impiegate per ricatti, pressioni, blocchi patrimoniali e restrizioni alla libertà di movimento. L’ampiezza del circuito amministrativo autorizzato a trattare questi dati aumenta inoltre la possibilità di fughe di informazioni e di vendita sul mercato nero, sfruttando le vulnerabilità corruttive della burocrazia russa.
Al 28 agosto 2026 il progetto del ministero della Difesa configura dunque la base normativa per un sistema di controllo capillare dei cittadini soggetti agli obblighi militari e dei loro familiari, in vista di un reclutamento più coercitivo dopo le elezioni e senza il ricorso a un annuncio formale di nuova mobilitazione.