NEW YORK – La Casa Bianca sta accelerando nella riduzione della presenza militare americana in Europa. Il Pentagono presenterà al ministro della Difesa Pete Hegseth varie opzioni per la revisione della strategia militare entro il 6 novembre. Tale accelerazione è vista come una mossa strategica considerando le imminenti elezioni, e potrebbe riflettere già una decisione sul futuro dei circa 80.000 soldati statunitensi attualmente presenti in Europa, riporta Attuale.
Critiche alla NATO
Negli anni, Trump ha frequentemente criticato la NATO e gli alleati europei, definendoli «scrocconi» per non aver raggiunto gli obiettivi di spesa militare. Tuttavia, nel 2025, tutti i membri della NATO, per la prima volta, hanno superato il requisito del 2% del PIL per la spesa militare. Questa modifica suggerisce che l’approccio di Trump potrebbe cambiare proprio ora che gli alleati hanno finalmente iniziato a rispettare gli impegni, in particolare nei Baltici e in Polonia, regioni che hanno aumentato le spese a causa della situazione in Ucraina.
Rimodulazione delle forze
La questione è emersa chiaramente quando, a giugno, Hegseth aveva menzionato la possibilità di ristrutturare le forze americane in Europa. L’annuncio del Pentagono riguardo a diverse opzioni include considerazioni strategiche sui costi e benefici, suggerendo un potenziale cambiamento significativo nella presenza militare statunitense nel continente.
Le dichiarazioni del Pentagono
Un alto funzionario del Pentagono ha dichiarato che l’elaborazione di diverse opzioni evidenzia la serietà del processo in corso. Il periodo attuale è definito come una transizione verso un supporto «più limitato» con gli alleati in prima linea. La frustrazione di Trump nei confronti del comportamento di alcuni alleati ha spinto a considerare queste ristrutturazioni come un modo per ridurre le forze americane in risposta a tali delusioni.
Ruolo dei Paesi alleati
Il documento elaborato dal Pentagono, conosciuto come «terms of reference», esaminerà se i paesi alleati dispongano di un piano credibile per rispettare gli impegni di spesa NATO e per colmare eventuali lacune nelle forze di crisi dell’Alleanza. Resta da vedere come queste decisioni influenzeranno le dinamiche di sicurezza europea e le relazioni transatlantiche in un contesto di crescente tensione geopolitica.