Ritiro previsto di truppe americane dall’Europa dopo le elezioni di midterm
Il piano di riduzione della presenza militare americana in Europa prevede l’allontanamento di almeno 25.000 soldati, ovvero circa un terzo della forza attualmente dislocata nel continente. Le informazioni, diffuse dalla rete Nbc, indicano che i numeri chiave sono stati presentati dal generale Alexus Grynkewich, comandante delle forze armate della NATO, al sottosegretario della Difesa degli Stati Uniti, Elbridge Colby. Questo rappresenta il primo passo di una “revisione di sei mesi”, annunciata a giugno dal Segretario alla Difesa, Pete Hegseth. Le raccomandazioni di Hegseth saranno inviate a Donald Trump il 6 novembre, pochi giorni dopo le elezioni di midterm, momento in cui il presidente americano deciderà le modalità di attuazione, riporta Attuale.
Le ripercussioni di questo ritiro potrebbero essere significative; attualmente, i circa 80.000 soldati statunitensi sono distribuiti principalmente in Germania (38.400), Italia (12.000), Regno Unito (10.000) e Polonia (10.000). I leader dei principali governi NATO, tra cui Mark Rutte, stanno tentando di limitare l’impatto di un possibile ridimensionamento drastico della presenza militare americana in Europa.
Tuttavia, è probabile che la Polonia non subisca un alleggerimento della propria forza militare, dato l’impegno degli Stati Uniti nella costruzione di una base permanente nel paese. Nei mesi scorsi, l’ambasciatore statunitense presso la NATO, Matthew Whitaker, ha avvertito i membri della NATO della necessità di spostare mezzi e risorse in altre aree, in particolare nell’Indo-Pacifico.
Il piano prevede anche il ritiro di 50 aerei F-16 e F-35 su un totale di 150, oltre alla riduzione degli aerei da ricognizione P-8 Poseidon da 26 a 15. Gli otto velivoli cisterna, utilizzati per il rifornimento aereo, sarebbero ritirati completamente, mentre l’invio di due gruppi di bombardieri sarebbe bloccato. Tali misure potrebbero indebolire la deterrenza aerea della NATO in un momento in cui la Russia intensifica le sue incursioni con droni.
Secondo analisi informali all’interno della NATO, gli Stati europei avrebbero bisogno di uno o due anni per sostituire gli F-35 e F-16 che verrebbero ritirati. Inoltre, risulta difficile per l’Europa colmare il vuoto lasciato dagli otto aerei cisterna, non essendone attualmente presenti nel loro inventario.
È più facile, tuttavia, che le truppe di terra possano essere reintegrate, in particolare in Germania e nel Regno Unito, dove questi Paesi hanno avviato un massiccio piano di riarmo. È cruciale che il Pentagono mantenga le posizioni avanzate sul fianco Est del continente, dai Paesi Baltici fino alla Romania, Bulgaria e Grecia, che costituiscono la prima linea di supporto per la resistenza ucraina contro l’aggressione russa.
La Polonia, per esempio, sta già contribuendo con 150 milioni di dollari per mantenere 10.000 soldati USA e si prepara ad aumentare i propri investimenti. Inoltre, una legge del Congresso statunitense stabilisce che la presenza americana in Europa non può scendere sotto le 76.000 unità per più di 45 giorni; tuttavia, la possibilità che Trump ignori tale norma esiste.