Eurofighter e soldati italiani impegnati nella difesa dei cieli sauditi dopo l’attacco ai ribelli Houthi

19.09.2026 08:55
Eurofighter e soldati italiani impegnati nella difesa dei cieli sauditi dopo l'attacco ai ribelli Houthi

Attacco nella base King Fahd: la missione italiana in Arabia Saudita sotto nuova minaccia

La base aerea King Fahd, situata in Arabia Saudita, è stata colpita da un attacco aereo nelle ultime ore, segnando un’escalation delle tensioni nella regione. Questo avvenimento mette in luce i crescenti rischi per le forze militari italiane e alleate presenti, in un contesto già caratterizzato da conflitti tra gli Houthi yemeniti e le forze saudite, riporta Attuale.

La regione della Mecca, inclusa la King Fahd Air Base, è stata oggetto di attacchi mirati da parte dei ribelli Houthi, che fino a poco tempo fa non avevano mai minacciato direttamente questa area considerata sicura. La base, situata a 1.800 metri di altezza e a 70 chilometri dalla città santa, vede una presenza militare italiana dal 2014, quando iniziò l’operazione Inherent Resolve, volta a combattere l’Isis in Iraq.

La base aerea ospita anche forze americane e programma di cooperazione multinazionale. Recentemente, gli Stati Uniti hanno autorizzato la vendita di caccia F-35 al regno saudita, incrementando le capacità militari locali in risposta a minacce sempre più incisive provenienti dall’Iran e dai suoi alleati. Le informazioni sugli effettivi presenti variano, con fonti ufficiali che forniscono cifre di 300 uomini, mentre altre avanzano stime più elevate, parlando di almeno 400-500 unità italiane.

La missione italiana, nota come Task Force Air Arabia, ha come obiettivo la sorveglianza e la difesa dei cieli sauditici, una decisione strategica del governo Meloni per tutelare interessi nazionali, specialmente riguardo alle forniture di petrolio. Recentemente, un aereo radar d’allerta precoce Gulfstream Caew ha giocato un ruolo cruciale nel monitorare la situazione, mentre i caccia Eurofighter sono stati impiegati per intercettare potenziali minacce aeree.

Il generale Vincenzo Camporini ha dichiarato che l’Italia non era l’obiettivo primario dell’attacco, suggerendo che i ribelli probabilmente non erano a conoscenza della nostra presenza. Tuttavia, Camporini ha avvertito che «la missione presenta una maggiore dose di rischio rispetto al passato» e ha sottolineato come tali sviluppi non siano stati adeguatamente discussi in Parlamento, sollevando interrogativi sul livello di trasparenza del governo.

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha chiarito che questo non è un aumento delle operazioni, ma uno spostamento di truppe dal Kuwait all’Arabia Saudita, motivato dalle crescenti minacce ai confini sauditi. La situazione richiede una risposta diplomatica e militare adeguata per garantire la sicurezza delle truppe e degli interessi italiani nella regione.

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