Trump annuncia accordo con il Venezuela per l’estrazione di 65 miliardi di barili di petrolio

29.08.2026 15:25
Trump annuncia accordo con il Venezuela per l'estrazione di 65 miliardi di barili di petrolio

Accordo storico sul petrolio: Stati Uniti e Venezuela uniscono le forze dopo la destituzione di Maduro

Un accordo straordinario è stato annunciato dagli Stati Uniti con il Venezuela, riguardante il controllo su oltre 65 miliardi di barili di riserve petrolifere. L’intesa, presentata con toni trionfalistici dal presidente Donald Trump, avviene nel contesto della recente destituzione di Nicolás Maduro e mira a riorganizzare l’industria del petrolio venezuelano, riporta Attuale.

Secondo Trump, l’accordo è stato negoziato dai principali esponenti dell’amministrazione statunitense, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Guerra Pete Hegseth, insieme alla presidente ad interim venezuelana Delcy Rodríguez. Questo accordo intende rivitalizzare un’industria petrolifera che ha subito un grave deterioramento, con l’obiettivo di aumentare la produzione di petrolio e facilitare l’afflusso di greggio nelle raffinerie americane, contribuendo in tal modo a ridurre i prezzi della benzina negli Stati Uniti.

Il piano presentato prevede l’attivazione di investimenti privati pari a quasi 100 miliardi di dollari per ricostruire e modernizzare il settore petrolifero del Venezuela. Fonti governative statunitensi affermano che l’operazione non comporterà costi per i contribuenti americani, generando al contempo migliaia di posti di lavoro nel paese sudamericano. Tuttavia, i dettagli specifici della struttura dell’accordo rimangono da chiarire. Secondo l’Associated Press, è prevista la creazione di una società comune in cui i privati americani deterebbero una quota del 55%, mentre gli Stati Uniti avrebbero il diritto di acquistare il petrolio al costo di produzione.

Le indiscrezioni precedenti all’annuncio ipotizzavano concessioni di scadenza centenaria, ma nessuna delle parti coinvolte ha confermato questi dettagli. I 65 miliardi di barili rappresentano solo una frazione delle enormi riserve venezuelane, che ammontano a circa 303 miliardi, rendendo il Venezuela detentore delle più grandi riserve petrolifere al mondo, sebbene fino ad ora solo una restrittiva parte sia stata estratta. Anni di mancati investimenti, sanzioni e l’obsolescenza degli impianti hanno drasticamente ridotto la capacità produttiva del paese, che oggi produce solo una piccola frazione del suo potenziale.

Per Washington, questo accordo ha implicazioni che superano di gran lunga il settore energetico. Trump affronta pressioni per affrontare l’aumento dei prezzi dei carburanti, mentre le tensioni internazionali hanno insieme diminuito l’offerta globale. Accedere a risorse petrolifere venezuelane permetterebbe agli Stati Uniti di migliorare la propria sicurezza energetica e, nelle aspettative della Casa Bianca, aumentare l’offerta per le proprie raffinerie. Dall’altra parte, il Venezuela potrebbe ottenere ingenti risorse per recuperare un’economia devastata dalla crisi. L’accordo arriva dopo l’eliminazione di Maduro da parte degli Stati Uniti e mentre il governo ad interim di Delcy Rodríguez sta ristrutturando l’intero sistema economico nazionale.

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