Le riserve di gas naturale in Europa a settembre ai minimi storici da 15 anni

04.09.2026 19:35
Le riserve di gas naturale in Europa a settembre ai minimi storici da 15 anni

Riserve di gas naturale in Europa scendono ai minimi storici

A fine agosto, le riserve di gas naturale dei paesi dell’Unione Europea erano piene in media al 66 per cento, il livello più basso per questo periodo dell’anno da quindici anni a questa parte. La guerra in Medio Oriente ha incrementato i prezzi del gas nei mesi scorsi, costringendo diverse aziende energetiche europee a ridurre gli acquisti estivi. Questo calo delle riserve porterà molti paesi europei a dover acquistare gas a prezzi più elevati nei prossimi mesi per rifornire gli stoccaggi, soprattutto se le tensioni nella regione dovessero perdurare, riporta Attuale.

L’Italia, però, si trova in una posizione più favorevole rispetto ad altre nazioni: le sue riserve di gas sono attualmente piene per oltre l’83 per cento, un valore poco sotto la media storica degli ultimi cinque anni. Il paese ha compensato la diminuzione delle forniture dal Qatar incrementando le importazioni di gas dagli Stati Uniti e aumentando le importazioni via gasdotto dal Nord Africa, sebbene il gas sia stato acquistato sul mercato a prezzi più alti rispetto a quelli stabiliti nei contratti a lungo termine con il Qatar.

Il Qatar, storicamente noto per fornire circa il 20 per cento delle esportazioni mondiali di gas naturale liquefatto tramite l’impianto di Ras Laffan, ha subito danni significativi a causa degli attacchi iraniani all’inizio del conflitto. Il gas può essere trasportato sia via terra, attraverso gasdotti, sia via mare, tramite metaniere. Un aspetto cruciale è che il gas naturale liquefatto (GNL) deve essere rigassificato attraverso appositi impianti nei porti prima di essere utilizzato. Attualmente, circa metà del gas naturale commercile è trasportato via gasdotto, mentre l’altra metà è GNL.

I danni a Ras Laffan e il blocco dello stretto di Hormuz hanno ridotto in modo significativo l’offerta mondiale di gas naturale, mentre la domanda è aumentata a causa delle elevate temperature estive che hanno intensificato il consumo di elettricità per i condizionatori. Questo ha ulteriormente complicato le dinamiche del mercato, portando a un aumento dei prezzi del gas, mentre storicamente, il gas naturale acquistato d’estate viene rivenduto a prezzi superiori nei mesi invernali, quando la domanda si intensifica per il riscaldamento.

La situazione è particolarmente critica in Germania e nei Paesi Bassi, che stanno lottando per raggiungere i loro obiettivi di riempimento degli stoccaggi del 70 e 80 per cento entro il 1° novembre. A fine agosto, le riserve tedesche erano leggermente sopra il 53 per cento, mentre quelle olandesi erano al 47 per cento. Le aziende energetiche di queste nazioni si erano aspettate una rapida conclusione del conflitto in Medio Oriente e una conseguente diminuzione dei prezzi, ma ciò non è avvenuto. I prezzi del gas in Europa hanno raggiunto il massimo degli ultimi tre anni, sebbene siano ancora inferiori a quelli registrati subito dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022.

Rispetto al 2022, la situazione è migliorata grazie a un calo del consumo europeo di gas di circa il 17 per cento, dovuto non solo all’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili, ma anche a una maggiore efficienza di case e aziende. L’Europa ha anche attivato nuovi rigassificatori, ampliando così le opzioni di approvvigionamento di gas. In primavera, la Commissione europea aveva ridotto l’obiettivo di riempimento degli stoccaggi dall’90 all’80 per cento.

In inverno, il fenomeno meteorologico di El Niño, attualmente in fase di intensificazione, potrebbe portare a temperature superiori alla media, compreso in Europa. Se le previsioni si avvereranno, la domanda di gas per il riscaldamento potrebbe risultare inferiore alle aspettative, contribuendo ad alleviare le conseguenze derivate dal riempimento insufficiente delle scorte.

La Commissione Europea, tramite un comunicato del 3 settembre, ha minimizzato le preoccupazioni, affermando che non esiste un rischio immediato per la sicurezza degli approvvigionamenti, pur definendo «eccezionale» la situazione del mercato a causa della guerra in Medio Oriente, che ha reso i prezzi del gas più imprevedibili e volatili.

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