Trump potrebbe invitare Putin al G20 di Miami, amid tensioni con l’Iran

05.09.2026 07:25
Trump potrebbe invitare Putin al G20 di Miami, amid tensioni con l'Iran

Vladimir Putin potrebbe visitare gli Stati Uniti per la seconda volta durante l’attuale presidenza di Donald Trump. Nel 2025, questa opportunità è emersa quando Trump ha invitato Putin ad Anchorage, Alaska, per discutere un piano di pace che, tuttavia, non si è mai concretizzato a causa delle richieste inaccettabili del Cremlino, che chiedeva essenzialmente la resa di Kiev senza contropartite. Quest’anno, la possibile meta è Miami, in occasione del vertice dei leader del G20, sotto presidenza americana, che si svolgerà a metà dicembre. Secondo fonti informate, non è stata ancora presa una decisione definitiva; tuttavia, la Casa Bianca sta lavorando per ottenere la partecipazione del presidente russo a Miami, tenendo informate le controparti cinesi, riporta Attuale.

Finora, Trump non ha mai confermato pubblicamente l’ipotesi di invitare Putin al G20, che si tiene a circa un centinaio di chilometri dalla sua residenza di Mar-a-Lago. Due giorni fa, interrogato sulle sue intenzioni riguardo al leader russo in vista del summit, Trump si è mostrato evasivo, dichiarando: «Non ci ho ancora pensato». In un’occasione precedente, aveva detto di non aver invitato Putin al G20, ma che «se volesse venire, sarebbe di aiuto». Non sorprende che la Casa Bianca mantenga riserbo su questa questione, dato che per il Cremlino tornare al G20 sarebbe simbolicamente prezioso, segnando una frattura nell’isolamento internazionale che ha subito dopo l’annessione della Crimea nel 2014 e in seguito all’aggressione all’Ucraina nel 2022.

I governi dei paesi europei del G20, così come Canada, Giappone, Australia e Corea del Sud, potrebbero considerare la presenza di Putin al loro stesso tavolo un affronto: l’autocrate, che quotidianamente alimenta la distruzione dell’Ucraina e conduce una campagna di attacchi ibridi in Europa, sarebbe riammesso al principale forum di confronto tra leader mondiali, senza aver fatto alcuna concessione significativa.

Un segnale che questo scenario non sia del tutto improbabile è giunto sei giorni fa ad Asheville, in North Carolina, dove l’amministrazione americana ha invitato anche il ministro russo Anton Siluanov al G20 dei responsabili delle Finanze e dei banchieri centrali, nonostante la governatrice della Banca di Russia, Elvira Nabiullina, avesse invece optato per un funzionario di livello inferiore. È stata la prima volta che un G20 sotto la guida di una democrazia occidentale ha riammesso una delegazione russa, provocando l’indignazione dei ministri europei.

Il tedesco Lars Klingbeil, supportato da tutti i colleghi europei, ha minacciato di non partecipare alla “foto di famiglia” se fosse stato presente Siluanov. Scott Bessent, segretario al Tesoro americano, ha addirittura commesso un errore affermando che il suo omologo russo non fosse soggetto a sanzioni, ignorando che Siluanov è stato inserito in entrambe le liste di persone oggetto di sanzioni statunitensi e dell’Unione europea.

Tuttavia, la questione si estende oltre la mera simbolica tra governi. Soprattutto da quando ha attuato una strategia di strangolamento economico dell’Iran, Trump ha interesse a riavviare rapporti con Putin. Attualmente, la Russia è il principale fornitore di armi e prodotti alimentari per la Repubblica islamica, tramite la rotta navale del Caspio. La Casa Bianca sta cercando di convincere il Cremlino a ridurre il supporto a Teheran e il direttore della CIA John Ratcliffe ha certamente trattato questo tema durante la sua visita a sorpresa a Mosca a fine agosto. Per Trump, un invito a Putin al G20 di Miami potrebbe far parte di una strategia di concessioni per conquistare la favore del leader russo, il quale, tuttavia, ha dimostrato di pretendere sistematicamente molto di più anche per le minime concessioni.

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