In Nepal continuano le ricerche di quasi 4mila dispersi dopo l’esondazione mortale

05.09.2026 08:45
In Nepal continuano le ricerche di quasi 4mila dispersi dopo l'esondazione mortale

Continua la ricerca dei dispersi in Nepal e Tibet dopo il catastrofico alluvione

Dieci giorni dopo la disastrosa esondazione che ha causato più di 1.200 morti in Nepal, le squadre di soccorso stanno continuando a cercare quasi 4mila persone ancora disperse. Simili operazioni stanno avvenendo in Tibet, dove le autorità cinesi hanno annunciato di essere ora in grado di raggiungere in auto la zona più colpita dal disastro. Tuttavia, le notizie sono scarse a causa del rigido controllo sulle informazioni esercitato dal governo centrale cinese: ufficialmente i morti sono 21 e i dispersi 541, ma questi numeri potrebbero essere sottostimati, riporta Attuale.

Le operazioni di salvataggio sul versante nepalese si concentrano su 19 aree e nelle vicinanze di 12 impianti idroelettrici, nei cui tunnel sono intrappolati circa 900 lavoratori, le cui condizioni attuali rimangono per la maggior parte sconosciute. La quasi totalità dell’elettricità prodotta in Nepal deriva da fonti idroelettriche alimentate dai fiumi Trishuli e Bhotekoshi, situati nel nord del paese. L’esondazione ha sepolto vari ingressi dei tunnel, isolando i lavoratori all’interno.

Venerdì, due uomini, Sanjay Shah e Kabir Maharjan, sono stati estratti vivi dal tunnel della centrale idroelettrica Upper Trishuli 3A, a circa 170 metri di profondità. Maharjan, estratto per secondo, si trova in gravi condizioni, mentre Shah è in condizioni più stabili. Il numero stimato di lavoratori ancora intrappolati nel tunnel della centrale varia notevolmente, oscillando tra i 39 e i 115.

Più di 4.500 persone rimangono sfollate e sono state trasferite in 38 centri di soccorso. Nelle aree più colpite, dove l’esondazione ha distrutto ponti e strade, i residenti stanno trovando nuovi modi per attraversare il fiume Trishuli. A Bidur, è stata installata una zipline temporanea gestita dall’esercito. Le zipline vengono utilizzate anche in altre zone per soccorrere le persone rimaste bloccate.

Nel frattempo, le autorità nepalesi hanno avviato sepolture di massa per i corpi recuperati, conservando i campioni di DNA delle persone non identificate per future identificazioni. Questo è uno degli aspetti su cui il governo nepalese ha accettato aiuti dall’estero, in particolare da Cina e India. Una volta identificate, le famiglie potranno richiedere la riesumazione dei corpi per celebrare funerali privati nel luogo prescelto.

Molti stanno celebrando funerali simbolici, utilizzando bambole di pezza al posto dei corpi delle persone scomparse.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere