Nedzad Avdic, sopravvissuto al genocidio di Srebrenica: «Mi sono salvato fingendomi morto»

06.09.2026 08:25
Nedzad Avdic, sopravvissuto al genocidio di Srebrenica: «Mi sono salvato fingendomi morto»

La sopravvivenza di Nedzad Avdic al genocidio di Srebrenica: un testimone racconta

Nedzad Avdic ha 50 anni ed è uno dei pochi sopravvissuti al genocidio di Srebrenica, rimasto in vita grazie a una raffica di colpi del plotone serbo che non colpì precisamente e lo ferì a una gamba, permettendogli di cadere, fingendosi morto, tra gli altri uomini già privi di vita. Dopo aver atteso che i militari della Repubblica Serba di Bosnia si allontanassero, la sua testimonianza è diventata una delle più significative sul genocidio, riporta Attuale.

Avdic, riguardo alla posizione della Serbia su Ratko Mladic, dichiarato colpevole di genocidio, afferma: «Dal punto di vista dell’attuale politica serba, è l’ultimo tributo a un uomo che ha fatto un ottimo lavoro». Sottolinea che Mladic non agì in modo autonomo, ma all’interno di una congiura criminale pianificata da Belgrado. Inoltre, nota con preoccupazione il continuo supporto simbolico che riceve dal governo serbo.

Ricordando gli eventi del 1995, Avdic racconta la sua fuga familiare: «Quando fu chiaro che i serbi avrebbero preso anche Srebrenica, io e la mia famiglia scappammo». Le sue tre sorelle e sua madre si rifugiarono nella base ONU di Potočari, mentre lui e un gruppo di uomini cercarono di raggiungere il territorio liberato a Tuzla. Purtroppo, molti di loro furono catturati dai soldati serbi e portati in luoghi di esecuzione.

Avdic ricorda il momento cruciale: «Quando partì la raffica fui colpito da diversi proiettili, ma capii di essere ancora vivo», riuscendo a salvarsi nascondendosi tra i corpi dei caduti. La sua lotta non è solo per la sopravvivenza, ma è anche un richiamo alla giustizia: «Non ci sarà giustizia finché continuerà a esistere ciò che hanno realizzato», riferendosi alle atrocità mai pienamente riconosciute e punite.

Le conseguenze del genocidio di Srebrenica continuano a pesare onorando le vittime soltanto parzialmente. «Srebrenica rimane un problema per la Serbia, ma anche per l’Europa», poiché i paesi europei devono fare i conti con il proprio passato e le implicazioni morali delle loro scelte. Avdic esprime chiaramente il suo senso di identità: «Non c’è alcun dubbio che mi senta europeo», ma sottolinea che è l’Europa che deve accettare i bosgnacchi.

«Ho rilasciato interviste ad alcuni media indipendenti», dice Avdic, che continua a lottare affinché la verità su Srebrenica venga riconosciuta, per scongiurare il ripetersi di simili orrori.

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