Volkswagen accorda la vendita dello stabilimento di Osnabrück per trasformarlo in un centro di produzione di armi

08.09.2026 11:45
Volkswagen accorda la vendita dello stabilimento di Osnabrück per trasformarlo in un centro di produzione di armi

Volkswagen accorda la vendita dello stabilimento di Osnabrück al fondo Aurelius

Lunedì, Volkswagen ha annunciato un accordo non definitivo per la vendita dello stabilimento di Osnabrück al fondo d’investimento israeliano Aurelius, che acquisirà la maggioranza della proprietà, insieme allo stato tedesco della Bassa Sassonia, dove si trova la fabbrica, riporta Attuale.

La trasformazione dello stabilimento è prevista gradualmente, puntando a convertirlo in un centro per la produzione di tecnologie per la sicurezza e la difesa. Il primo progetto prevede la realizzazione di sistemi e componenti per la difesa aerea, destinati per la Germania e l’Europa. Aurelius collaborerà con l’azienda statale israeliana Rafael, nota per aver sviluppato l’Iron Dome, un rinomato sistema di difesa aerea di Israele.

Daniela Cavallo, rappresentante dei lavoratori di Volkswagen, ha dichiarato che questo accordo garantirà la salvaguardia di almeno 1.200 posti di lavoro, sui circa 1.800 operai attualmente impiegati nello stabilimento.

La cessione di un impianto di storica importanza come quello di Osnabrück, attivo nella produzione automobilistica da 125 anni, è parte del piano di Volkswagen per affrontare una crisi prolungata. Questa situazione deriva in gran parte dall’accordo raggiunto nel 2024 con IG Metall, il potente sindacato tedesco dei metalmeccanici, per favorire la riconversione di impianti non più dedicati alla produzione di automobili, con la produzione a Osnabrück che terminerà nel 2027.

Inizialmente, le trattative tra Volkswagen e Rafael erano state complicate dal fondo sovrano del Qatar, che è il terzo azionista del colosso automobilistico tedesco.

Il prezzo della vendita e la struttura societaria della nuova proprietà non sono ancora stati resi noti. Inoltre, il completamento della transazione attende la firma di un accordo definitivo, che dovrà ricevere l’approvazione delle autorità tedesche competenti in materia di mercati e concorrenza.

Se la vendita dovesse andare a buon fine, potrebbe costituire un modello per altri stabilimenti Volkswagen a rischio chiusura. La Germania ha affrontato una carenza nella capacità produttiva di armamenti, specialmente alla luce degli investimenti fatti dal governo negli ultimi anni in questo settore. Sebbene nel 2025 Volkswagen abbia registrato profitti per 6,9 miliardi di euro, l’utile è diminuito del 44% rispetto ai 12,4 miliardi del 2024, e continuando la tendenza, i profitti del secondo trimestre del 2026 sono scesi ulteriormente del 33% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

A inizio settembre, il consiglio di sorveglianza di Volkswagen aveva approvato un piano di riduzione dei costi, includendo la possibile riconversione di quattro stabilimenti, oltre alla riduzione di ulteriori 50mila posti di lavoro entro il 2030, aggiungendosi ai 50mila già previsti. Tuttavia, questi stabilimenti sono di maggiori dimensioni rispetto a quello di Osnabrück, il che rende incerta la replicabilità di tale modello.

La crisi di Volkswagen si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà del settore automobilistico in Europa, aggravata dalla competitività delle case automobilistiche cinesi e dalle sfide legate alla transizione verso la produzione di veicoli elettrici, oltre alle tariffe del 25% imposte dal governo statunitense sulle auto prodotte all’estero, che pesano in modo significativo soprattutto sui marchi di lusso.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere