Stellantis sospende ancora la produzione a Mirafiori per mancanza di componenti motore

01.09.2026 21:25
Stellantis sospende ancora la produzione a Mirafiori per mancanza di componenti motore

Stellantis ferma la produzione per carenza di componenti

Stellantis ha deciso di interrompere la produzione nelle carrozzerie di Mirafiori da martedì 2 a giovedì 4 settembre a causa della mancanza di componenti legati ai motori, poiché la domanda di veicoli ibridi supera la capacità produttiva, riporta Attuale.

Il gruppo ha specificato che il fermo riguarderà esclusivamente la linea 500. Il problema, che persiste da mesi, è collegato al basamento di un cilindro prodotto dalla controllata Teksid, utilizzato per la produzione di motori ibridi a Termoli, destinati a Mirafiori e altri impianti italiani ed europei, sebbene questi ultimi dispongano di scorte più consistenti.

Possibili ulteriori interruzioni

Stellantis sta lavorando per regolare i macchinari di Teksid al fine di incrementare i volumi produttivi. L’obiettivo è completare l’aggiornamento entro la fine di settembre, ma non si escludono nuovi stop nelle prossime settimane.

Critiche dai sindacati

I sindacati esprimono forti dubbi. Edi Lazzi della Fiom di Torino ha dichiarato che «dal rientro dopo 4 settimane di ferie forzate, la piena produzione è durata solo una settimana». Ha aggiunto che «la causa dei fermi produttivi non è l’approvvigionamento motori, ma le basse vendite sul mercato». Anche Fim Cisl è preoccupata, giudicando «impossibile guardare con fiducia all’ultima parte dell’anno in questo contesto».

Aumento delle vendite ad agosto

Nel frattempo, ad agosto Stellantis ha immatricolato 18.845 veicoli, con un incremento del 6,2% rispetto ad agosto 2025, raggiungendo una quota di mercato del 27,2%. Le vendite del gruppo sono cresciute a un ritmo doppio rispetto al mercato, anche grazie al sostegno del partner cinese Leapmotor (+255% ad agosto). «Non può lasciare indifferenti la crescita del 92,1% registrata nel cumulato dei primi otto mesi dalle auto Made in China di tutti i costruttori», ha sottolineato l’Anfia, con una quota di mercato al 15%.

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