Kevin Warsh, presidente della Federal Reserve nominato da Donald Trump, ha fatto un annuncio importante al simposio dei banchieri centrali a Jackson Hole, indicando un probabile aumento dei tassi di interesse già a metà settembre, riporta Attuale.
Warsh ha sottolineato che la Fed potrebbe stringere la politica monetaria per contenere l’inflazione. Questa mossa ha causato l’aumento dei rendimenti dei buoni del Tesoro americano a due anni di 7 punti base, mentre l’indice del dollaro è salito del 0,4%, in un contesto dove si prevede un controllo più rigido sull’inflazione.
Nonostante le recenti dichiarazioni di Warsh riguardo all’insoddisfazione per l’inflazione, Wall Street non ha mostrato segni di rallentamento, con l’S&P500 e il Nasdaq in territorio positivo nel pomeriggio europeo.
Warsh ha anche espresso la sua preoccupazione per il problema crescente della credibilità della Fed, sottolineando che un mancato aumento dei tassi il prossimo mese potrebbe minare la fiducia del pubblico, dato il costante superamento del target di inflazione del 2%.
Il presidente ha anche imputato parte di questa sfida al suo predecessore Jay Powell, criticandolo per aver anticipato troppo rapidamente le intenzioni sui tassi nel 2021. Warsh ha affermato che la Fed ha bisogno di segnali chiari dai mercati, liberi da qualsiasi filtraggio politico.
Questa posizione riflette le tensioni con l’amministrazione Trump, che tende a intervenire pesantemente nelle strategie della Fed. Warsh, nonostante riconosca la salute dell’economia americana, ritiene necessario un intervento decisivo per evitare un’inflazione fuori controllo che potrebbe colpire i ceti medio-bassi.