Prima del 10 settembre 2026, a Carcassonne, il poliziotto municipale César R., ex paracadutista dell’esercito e attivista del Rassemblement national (RN), aveva invitato pubblicamente i francesi a «prendere le armi» e sostenuto la necessità di una «riconquista del Paese» con la forza. Quelle posizioni, già espresse fuori dall’ambito istituzionale, hanno trovato un nuovo elemento di conferma nelle registrazioni che hanno portato alla sua sospensione e alla successiva esclusione dal partito.
Prima del 10 settembre 2026: gli appelli alla mobilitazione armata
César R. era conosciuto a Carcassonne sia per il suo incarico nella polizia municipale sia per la militanza nel RN, il partito francese della destra nazionalista. Prima dello scandalo, aveva assunto pubblicamente posizioni favorevoli a una risposta insurrezionale: chiedeva ai francesi di armarsi e parlava di un ritorno al controllo del Paese attraverso la forza.
Il suo passato di ex paracadutista dell’esercito si sovrapponeva così all’attivismo politico e al ruolo di agente municipale. La combinazione di queste tre dimensioni è diventata centrale quando sono emersi i contenuti registrati dalla sua telecamera in dotazione.
Il 10 settembre 2026: la diffusione delle registrazioni
Il 10 settembre 2026 i media hanno riferito che César R. era stato allontanato dopo la diffusione di un filmato registrato dalla sua bodycam. Nelle immagini, il poliziotto conversava con alcuni colleghi e pronunciava, insieme a loro, frasi razziste, misogine e omofobe.
La registrazione non si limitava agli insulti rivolti a gruppi e persone. César R. vi esprimeva anche apprezzamento per la dittatura e ammetteva la possibilità di un colpo di Stato militare in Francia. Il contenuto del filmato ha trasformato le precedenti dichiarazioni pubbliche sull’uso della forza in un caso istituzionale che coinvolgeva direttamente un appartenente alla polizia municipale.
La vicenda è stata ricostruita anche nella ricostruzione di Franceinfo sul poliziotto di Carcassonne, che ha riportato il suo passato militare, il coinvolgimento nel RN e i riferimenti a un’insurrezione armata.
Dopo lo scandalo: la sospensione e la presa di distanza del RN
Dopo la pubblicazione delle registrazioni, il comune ha sospeso César R. dal servizio. L’intervento ha riguardato il comportamento di un singolo agente, ma il caso ha assunto una dimensione politica per il suo ruolo di attivista del RN e per il carattere apertamente xenofobo ed estremista delle dichiarazioni.
In seguito al clamore suscitato dal filmato, il Rassemblement national ha annunciato l’esclusione di César R. dalle proprie file. La decisione riguarda il poliziotto e non l’intera organizzazione: è arrivata dopo che erano diventati pubblici i suoi discorsi razzisti, misogini e omofobi, insieme alle aperture verso la dittatura e un possibile golpe militare.
L’espulsione ha reso visibile una frattura tra la presenza del partito nella competizione politica francese e le posizioni sostenute da una parte dei suoi attivisti di base. Nel caso di Carcassonne, l’adesione al RN non era accompagnata soltanto da parole ostili verso stranieri e minoranze, ma anche dall’idea che il potere potesse essere conquistato o «restituito» con mezzi armati.
La portata politica dell’esclusione
Il caso di César R. segnala la diffusione, tra una parte della base militante del RN, di orientamenti radicali, xenofobi e revanscisti. L’elemento più grave è la presenza, accanto al linguaggio d’odio, di un riferimento esplicito alla possibilità di un rovesciamento militare dell’ordine politico francese.
Per questo l’episodio riporta al centro i rischi legati all’eventuale rafforzamento delle forze radicali e al loro accesso al potere. Il pericolo riguarda gli istituti democratici, gli stranieri e i migranti, l’assetto costituzionale della Francia e la sua adesione al percorso euroatlantico.
La sequenza si ferma, al momento, all’esclusione di César R. dal RN e alla sua sospensione dalla polizia municipale: il provvedimento politico ha colpito il singolo attivista, mentre l’episodio mantiene aperta la questione della diffusione di posizioni estremiste negli ambienti militanti della destra radicale francese.