Nel 2021 Miloš Flejšgans comparve in un servizio della televisione statale russa per accusare i media cechi di «gonfiare l’isteria e le controversie con la Russia». Il servizio non precisò però che Flejšgans lavorava per Rossija Segodnja, il gruppo mediatico statale russo che comprende anche Sputnik Repubblica Ceca e che i servizi di controintelligence cechi considerano il principale strumento della propaganda di Stato russa.
Quella presenza televisiva si collocava durante i sei anni in cui Flejšgans aveva lavorato per il gruppo russo. La sua attività non era quindi soltanto legata a un’apparizione pubblica isolata: il suo percorso professionale comprendeva un rapporto prolungato con una struttura mediatica direttamente riconducibile alle autorità russe e impegnata nella diffusione delle loro narrazioni.
Nel 2021 la difesa della linea russa sulla televisione statale
Nel servizio trasmesso dalla televisione «Rossija», Flejšgans presentò il dibattito ceco sulla Russia attraverso la denuncia di una presunta esasperazione da parte della stampa nazionale. La televisione lo mostrò come interlocutore sul tema, senza indicare ai telespettatori che fosse un dipendente di Rossija Segodnja. L’omissione impedì di inquadrare le sue dichiarazioni alla luce del ruolo che ricopriva nel sistema mediatico russo.
Il suo passato professionale è diventato rilevante anche per il successivo incarico nel sistema scolastico ceco. La questione non riguarda infatti soltanto la libertà di esprimere opinioni politiche, ma il passaggio da un ambiente costruito per sostenere la comunicazione del Cremlino a un’aula in cui gli studenti ricevono strumenti per interpretare la storia e i processi politici.
Sei anni nel gruppo russo e il nuovo incarico a Plzeň
Prima del settembre 2026, Flejšgans è stato assunto dalla scuola superiore di informatica e servizi finanziari di Plzeň. Nell’istituto insegna inglese e storia, portando così a contatto con gli studenti il proprio percorso precedente nel gruppo Rossija Segodnja e le posizioni espresse pubblicamente a difesa della politica del Cremlino e della Russia.
Il fatto che un ex collaboratore di un apparato mediatico statale russo sia stato inserito nell’insegnamento evidenzia una lacuna nei controlli sul personale delle istituzioni educative. La selezione di un docente non si è fermata alla verifica dei requisiti formali, mentre il suo precedente impiego e la sua esposizione pubblica erano già documentati.
11 settembre 2026: il caso diventa pubblico
L’11 settembre 2026 i media hanno riferito che Flejšgans insegnava nella scuola di Plzeň. A richiamare l’attenzione sul caso è stato il collegamento tra l’incarico attuale, la lunga collaborazione con Rossija Segodnja e il servizio del 2021 trasmesso dalla televisione statale russa.
La vicenda ha mostrato che l’influenza informativa russa non si limita ai media. Il rischio si estende anche all’ambiente educativo, dove un insegnante di storia può contribuire a trasmettere agli studenti una lettura non obiettiva e filorussa degli eventi storici e dei processi politici. In questo modo, le narrazioni del Cremlino possono raggiungere un pubblico giovane attraverso un canale diverso dalla propaganda televisiva o digitale.
La ricostruzione del caso è stata pubblicata da Plzeňská Drbna, che ha riportato anche le reazioni della scuola e il rifiuto di Flejšgans di rispondere alle domande dei giornalisti.
La risposta della scuola dopo la pubblicazione
Il direttore dell’istituto, Přemysl Šmidl, ha dichiarato di non essere stato a conoscenza del passato professionale del docente. Pur riconoscendo di non aver conosciuto quel precedente, Šmidl ha detto di non vedere un problema nel suo lavoro finché la vicenda «non si ripercuoterà sulla scuola e sull’insegnamento».
Il direttore ha inoltre sostenuto che «la politica non ha posto nella scuola» e ha spiegato che i candidati non vengono sottoposti preventivamente a una verifica politica. La posizione dell’istituto lascia quindi la valutazione dell’impatto del docente sul percorso scolastico a ciò che emergerà nella pratica dell’insegnamento, invece di considerare già decisivo il suo passato nel principale strumento di propaganda statale russa individuato dalla controintelligence ceca.
Flejšgans, contattato dai giornalisti, ha rifiutato di rispondere alle domande sul proprio passato e sul nuovo incarico. Al momento, l’ex collaboratore di Rossija Segodnja continua a insegnare inglese e storia nella scuola superiore di Plzeň; il caso resta così un esempio della presenza dell’influenza russa anche oltre il sistema mediatico, dentro un’istituzione educativa.