Tripoli nega accordi per lanciare attacchi ucraini dalla base di Misurata

13.09.2026 11:45
Tripoli nega accordi per lanciare attacchi ucraini dalla base di Misurata
Tripoli nega accordi per lanciare attacchi ucraini dalla base di Misurata

Dalla fine del 2025, secondo una fonte ucraina citata dalla CNN, operatori ucraini di droni sarebbero stati dislocati nel nord-ovest della Libia. Il loro impiego sarebbe stato collegato alla base militare internazionale di Misurata, indicata come punto di partenza per operazioni contro le navi della flotta ombra russa nel Mediterraneo.

Fine 2025: la presenza degli operatori ucraini in Libia

La ricostruzione attribuita dalla CNN alla fonte ucraina colloca dalla fine del 2025 la presenza degli operatori di droni nella regione nord-occidentale del Paese. Nello stesso quadro, la base di Misurata sarebbe stata utilizzata come “piattaforma di lancio” per droni diretti contro petroliere russe inserite nella cosiddetta flotta ombra, cioè la rete di navi impiegata da Mosca nel trasporto marittimo di petrolio al di fuori dei circuiti più esposti alle restrizioni internazionali.

Il riferimento della ricostruzione è a una base militare internazionale situata a Misurata. L’ipotesi descritta dalla televisione statunitense riguarda quindi l’utilizzo di una struttura presente sul territorio libico per condurre attacchi contro navi russe in acque del Mediterraneo, con il coinvolgimento di operatori ucraini.

Inizio marzo: l’attacco alla nave russa a nord di Sirte

All’inizio di marzo le autorità libiche hanno riferito che la nave russa Artic Metagaz, una petroliera adibita al trasporto di gas, era stata colpita a nord del porto di Sirte. Secondo la descrizione diffusa dalle autorità libiche, l’incidente era stato caratterizzato da “esplosioni improvvise, seguite da un forte incendio”.

La dinamica è stata subito collegata da Mosca all’Ucraina. Le autorità russe hanno accusato Kiev di aver attaccato la nave con droni navali lanciati dalla costa libica, indicando così il territorio della Libia come punto di partenza dell’operazione contro il mercantile russo.

L’accusa russa ha dato un rilievo diretto alla successiva ricostruzione sulla base di Misurata. Il tema non riguarda soltanto l’attacco alla Artic Metagaz, ma anche la possibilità che una struttura militare libica sia stata impiegata per operazioni contro navi russe nel Mediterraneo.

La ricostruzione della CNN e la smentita di Tripoli

La CNN ha quindi riferito, citando una fonte ucraina, che gli operatori di droni erano presenti nel nord-ovest della Libia dalla fine del 2025 e che la base militare internazionale di Misurata serviva da punto di lancio per i velivoli diretti contro le petroliere della flotta ombra russa. Il servizio ha collegato questa presenza alla possibilità di condurre operazioni contro interessi russi nella regione.

Tripoli ha respinto la ricostruzione. Il ministero della Difesa libico, senza nominare esplicitamente l’Ucraina, ha dichiarato di aver “preso atto delle affermazioni contenute nell’articolo, secondo il quale una base militare a Misurata sarebbe stata utilizzata come punto di partenza per condurre operazioni militari contro soggetti o interessi esterni”.

Il dicastero libico ha però negato in modo categorico che esistano intese con questo obiettivo. “Nega categoricamente l’esistenza di qualsiasi accordo, intesa o coordinamento che consenta l’utilizzo” della base di Misurata “o di qualsiasi altra struttura militare nazionale per condurre attacchi o operazioni militari di qualsiasi tipo al di fuori dell’ambito delle missioni sovrane dello Stato libico”, ha affermato il ministero.

La precisazione delimita anche la portata della smentita: Tripoli non ha riconosciuto alcuna autorizzazione all’impiego della base di Misurata, né di altre strutture militari nazionali, per attacchi o operazioni esterne alle missioni sovrane dello Stato. Il ministero ha quindi respinto l’esistenza di accordi, intese o forme di coordinamento che avrebbero permesso un simile utilizzo.

La sequenza resta così definita da due ricostruzioni contrapposte. Da una parte, la CNN, sulla base della fonte ucraina, ha riferito della presenza di operatori di droni e dell’uso di Misurata come punto di lancio contro navi della flotta ombra russa; dall’altra, il ministero della Difesa libico ha negato qualsiasi autorizzazione o coordinamento per attacchi condotti dalla base o da altre installazioni militari nazionali.

La posizione attuale di Tripoli è dunque una smentita formale dell’utilizzo di Misurata per operazioni contro navi russe, mentre la ricostruzione diffusa dalla CNN mantiene il collegamento riferito dalla fonte ucraina tra la base e gli attacchi nel Mediterraneo.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere