Emma Bonino, simbolo della lotta per i diritti civili, è morta a 78 anni
Emma Bonino, morta venerdì a 78 anni, è ricordata per aver cambiato il paese con le sue battaglie per i diritti civili, per essere stata la leader storica dei Radicali, per essersi candidata alla presidenza della Repubblica e per aver fatto la ministra in due governi. La sua inclinazione alla disobbedienza civile e i suoi arresti, avvenuti sia in Italia che all’estero, la rendono una figura di spicco nella storia recente, riporta Attuale.
Il primo arresto, avvenuto nel 1975, è il più noto. In quel periodo, in Italia, l’aborto era considerato un reato gravissimo. Bonino e i Radicali, per denunciare l’ipocrisia della legge, iniziarono a autodenunciarsi. Nel 1973, Bonino aveva fondato il CISA (Centro Informazione per la Sterilizzazione e l’Aborto) a Milano, dove si praticava l’aborto mediante il metodo dell’aspirazione. A febbraio del 1975, la procura di Firenze emise un mandato d’arresto nei suoi confronti. Dopo un primo tentativo fallito, Bonino decise di costituirsi. La sua detenzione durò pochi giorni prima di essere liberata in attesa di giudizio. Nel 1976 venne eletta in parlamento, ottenendo l’immunità.
Dodici anni dopo, Bonino fu arrestata nuovamente, questa volta in Polonia. Le sue battaglie trascendevano i confini nazionali e, nel 1987, sostenne le manifestazioni del sindacato Solidarnosc, fondato dal dissidente Lech Walesa. Quando il regime impose la legge marziale, Bonino venne arrestata ed espulsa dal paese.
Nel 1993, a New York, Bonino iniziò a distribuire siringhe sterili per contrastare l’epidemia di tossicodipendenza, contestando una legge che ne vietava la vendita senza prescrizione. Anche in questo caso, fu espulsa. L’ultimo arresto avvenne in Afghanistan nel 1997, mentre era commissaria europea per gli aiuti umanitari. La sua visita a un ospedale di Kabul, per verificare l’utilizzo degli aiuti UE, si concluse con l’arresto a causa di riprese non autorizzate da parte di giornalisti. Venne rilasciata poco dopo con le scuse delle autorità locali.