Roma, 12 settembre 2026 – Dopo gli scogli sulla nuova legge elettorale, sale la tensione nella maggioranza sulla sicurezza. La Lega va all’attacco per il rafforzamento dell’operazione Strade Sicure, presentando al voto dei prossimi giorni una risoluzione che impegna il governo a estendere l’operazione portando a 10mila i militari impegnati nel presidio di strade, piazze e stazioni italiane, riporta Attuale.
Lega all’attacco su Strade sicure
L’annuncio è contenuto in una nota del partito di Salvini, nella quale si afferma che “attualmente sono ancora scoperti ben 61 capoluoghi di provincia dal presidio armato di ragazze e ragazzi in divisa e, con una spesa contenuta di 109 milioni all’anno, si garantirebbe maggior sicurezza in tante città. Sarebbe inspiegabile da parte della maggioranza rinviare ancora una scelta che può essere operativa fin dai prossimi giorni. La spesa potrebbe essere coperta dai profitti di soli tre giorni di una grande banca italiana”, si legge nella nota della Lega, che punta nuovamente il dito contro gli istituti di credito e i loro profitti.
Il possibile compromesso
La calendarizzazione della risoluzione della Lega su Strade sicure dovrà essere affrontata in commissione Difesa dall’ufficio di presidenza atteso per martedì. Il partito di Matteo Salvini la chiede con insistenza, da prima della pausa estiva, e la nota di oggi mira a mettere pressione sugli alleati per riprendere l’esame.
Non è escluso, spiegano fonti parlamentari, che all’interno del centrodestra si stia lavorando a una soluzione di compromesso sul testo, che attualmente prevede l’impegno del governo “ad assumere iniziative al fine di aumentare il numero dei militari del contingente Strade Sicure per rafforzare i presidi nelle città, ai confini, nelle stazioni ferroviarie, nei siti e luoghi sensibili”.
Quando è nata Strade sicure
L’Operazione Strade sicure è iniziata il 4 agosto 2008, durante il quarto governo Berlusconi, con Ignazio La RussaGuido Crosetto, ha evidenziato la necessità di “aumentare le forze di polizia per riportare i militari al loro lavoro originario”.
Le frizioni con Crosetto
Di qualche giorno più tardi, la risoluzione è stata presentata dalla Lega alla Camera dal deputato Eugenio Zoffili e firmata da tutti i deputati del gruppo. A gennaio, Crosetto ha annunciato di aver chiesto il rifinanziamento di Strade sicure, e il governo sta lavorando per la reintroduzione dei Carabinieri ausiliari, figura espunta con la fine della leva obbligatoria nel 2005, per sostituire gradualmente il contingente di circa 6.800 militari impegnati nell’operazione. Si ricorda che le forze armate non hanno le stesse funzioni e garanzie delle forze di polizia.
I militari impegnati
Nel frattempo, la risoluzione della Lega è stata illustrata il 21 gennaio 2026 in commissione Difesa, dove è stata discussa in una sola altra seduta, il 29 aprile, con un rinvio a una data non ancora fissata. Il 29 aprile, intervenendo in commissione, il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego ha sottolineato che Strade Sicure prevede “il coinvolgimento di circa 6.000 militari in 48 province e presso circa 1.000 siti sensibili, oltre a ulteriori 800 militari impiegati nel dispositivo Stazioni Sicure“. Ha anche ribadito “l’importanza dell’operazione e il sostegno del Governo al rafforzamento del dispositivo, promuovendo un maggiore coinvolgimento dell’Arma dei Carabinieri”, finalizzato a favorire un riorientamento delle risorse militari verso le loro funzioni primarie.
Ma che stiamo a fare?! Si parla sempre di sicurezza, ma poi non si vedono i risultati. Spostare i militari qua e là non basta, serve un piano vero. E 109 milioni per aumentare il numero dei soldati? Non si potrebbero usare meglio? Qui in Sicilia vediamo ogni giorno i problemi reali…