Autonomia della guida in Italia: opportunità e sfide
Roma, 12 settembre 2026 – La guida autonoma in Italia potrebbe presto affrontare la cronica carenza di camionisti, una questione di crescente rilevanza per il settore dei trasporti e della logistica, riporta Attuale.
Toni Purcaro, executive vice president di Dekra Group e presidente di Dekra Italia, ha espresso preoccupazioni riguardo all’implementazione della guida totalmente autonoma, evidenziando i rischi associati a infrastrutture inadeguate e tecnologia non ancora matura. “Le sperimentazioni sono già in corso in Cina, ma l’idea di un’assistenza remota si presenta come una soluzione futuristica. L’autonomia al 100% appare complicata sulle nostre strade”, ha dichiarato Purcaro.
Negli ultimi tempi, in Italia si sta assistendo a un’accelerazione nello sviluppo di tecnologie per la guida autonoma. Purcaro ha sottolineato che diverse città, da Roma a altre capitale, hanno già avviato test significativi. “Ci sono progetti tecnologici avanzati per software e sensori, con Roma che ha recentemente concluso un esperimento”, ha approfondito.
Purcaro prevede potenzialità interessanti per veicoli a guida autonoma nelle aree urbane, specialmente nei contesti dove la sicurezza è garantita, ad esempio nelle periferie e per persone con mobilità ridotta. “Un servizio di navetta a guida autonoma in spazi ridotti è un’idea che potrebbe essere messa in pratica”, ha suggerito, richiamando l’attenzione sulla necessità di un’integrazione fluida con le altre modalità di trasporto.
La discussione sulla guida autonoma si intreccia con il nuovo codice della strada elaborato dal ministro Matteo Salvini, attualmente in fase di discussione. Purcaro ha elogiato alcuni elementi innovativi della riforma, affermando: “È tempo di agire e modernizzare una legislazione che risulta obsoleta.”
Tra le problematiche affrontate nel recente rapporto di Dekra vi è anche la difficoltà di trovare parcheggio nelle aree urbane, un aspetto che si traduce in un problema di sicurezza globale. “Il nostro sondaggio indica che i guidatori dedicano fino a un’ora alla ricerca di un posto, evidenziando l’urgenza di standard di sicurezza negli spazi di sosta autostradali”, ha dichiarato Purcaro.
In termini di fattori che rendono la professione di camionista meno attrattiva, Purcaro ha affermato che è fondamentale non solo garantire sicurezza, ma anche migliorare le condizioni di lavoro, dai turni ai compensi. “Sono necessarie soluzioni anche per ridurre il trasporto su camion, esaltando alternative come il trasporto ferroviario, che possano contribuire a una maggiore sostenibilità”, ha aggiunto.
Le sfide non si limitano solo alla sicurezza stradale, ma anche alla salute dei camionisti, un problema che influisce sulla sicurezza globale. Purcaro ha evidenziato i rischi associati al lavoro sedentario, all’alimentazione inadeguata e alla pressione psicologica, affermando che esiste un legame diretto tra benessere dei conducenti e sicurezza stradale.
Delle statistiche sui problemi di salute dei camionisti sono disponibili, ma Purcaro ha lamentato la mancanza di dati affidabili che analizzino le cause di incidenti stradali durante i trasporti casa-lavoro. “Un approccio sistemico è necessario, che integri tecnologia, infrastrutture e formazione”, ha concluso Purcaro, sottolineando l’importanza di affrontare questi problemi in modo olistico per garantire maggiore sicurezza sulle strade.
Infine, riguardo ai limiti di velocità variabili in autostrada, Purcaro ha sottolineato come l’implementazione di tali norme debba essere graduale, per evitare confusione e aumentare la sicurezza, specialmente per i veicoli pesanti. “Le tecnologie possono migliorare la reattività dei conducenti, ma richiedono preparazione”, ha affermato, concludendo che la sicurezza stradale deve restare una priorità.