Controllo degli Houthi sullo Stretto di Bab el Mandeb: Possibili Conseguenze per le Rotte Petrolifere Globali
Dopo gli avanzamenti militari degli ultimi giorni, gli Houthi controllano lo stretto di Bab el Mandeb, che collega il mar Rosso con l’oceano Indiano. È sul lato opposto della penisola arabica rispetto allo stretto di Hormuz e, proprio come Hormuz, è uno dei punti nevralgici per il passaggio delle rotte petrolifere marittime mondiali, riporta Attuale.
Lo stretto di Bab el Mandeb è vitale, in quanto rappresenta la via principale per le navi che transitano tra Asia ed Europa, fungendo da porta d’ingresso per il canale di Suez, che unisce il mar Rosso al Mediterraneo. Attualmente, il 12% del commercio globale passa attraverso Bab el Mandeb, e la sua importanza è cresciuta ulteriormente a seguito della guerra in Medio Oriente: con lo stretto di Hormuz chiuso dall’Iran, l’Arabia Saudita ha deviato una parte consistente delle sue esportazioni di petrolio verso il mar Rosso.
Secondo quanto annunciato dagli Houthi, il traffico attraverso il canale rimane «libero e sicuro» per tutte le navi, ad eccezione di quelle saudite. Questa situazione potrebbe portare a una significativa riduzione della disponibilità di petrolio sul mercato, causando un aumento dei prezzi.
Gli Houthi, una milizia sciita sostenuta dall’Iran, controllano da anni il nord dello Yemen, inclusa la capitale Sana’a, dopo aver combattuto contro il governo yemenita supportato dall’Arabia Saudita. La guerra, iniziata nel 2014, ha visto un cessate il fuoco nel 2022, ma il conflitto è riesploso con maggiore intensità nelle ultime settimane, con attacchi anche sul territorio saudita. Recentemente, gli Houthi hanno conquistato porzioni della costa yemenita e alcune isole, mantenendo un controllo quasi totale sullo stretto.
Bab el Mandeb, conosciuto come la “Porta delle Lacrime” per le difficili condizioni di navigazione, presenta un punto più stretto della sua larghezza di 29 chilometri. In questo tratto, la navigazione è consentita solo in due canali, separati dall’isola di Perim, recentemente conquistata dagli Houthi. Questa posizione strategica consente loro di minacciare ogni nave in transito, impiegando droni dalla limitata autonomia di volo.
Le dimensioni contenute dello Stretto non permettono di stabilire rotte sicure attraverso il lato africano, dove si trovano Eritrea e Gibuti. Gli Houthi, dal canto loro, controllano porti strategici come Hodeidah, da dove nel 2023 hanno lanciato attacchi contro navi commerciali in solidarietà con la Palestina. Tra gli altri porti, Mocha è stata occupata giovedì, mentre Dhubab, l’ultimo porto sotto il controllo del governo yemenita sostenuto dall’Arabia Saudita, è stata catturata venerdì. La conquista delle isole Hanish, importanti per il controllo delle rotte marittime, completa il quadro del dominio Houthi.
Dopo il 2023, il transito delle navi commerciali attraverso lo stretto di Bab el Mandeb ha mostrato un forte calo, nonostante un apparente miglioramento della situazione. Anche con la cessazione degli attacchi Houthi, le compagnie di navigazione considerano ancora questa rotta rischiosa. Tuttavia, con la guerra in corso in Medio Oriente, Bab el Mandeb ha ripreso un ruolo cruciale per le esportazioni petrolifere dell’Arabia Saudita, che ha diretto il petrolio verso il porto di Yanbu attraverso un oleodotto, evitando Hormuz.
Una chiusura di Bab el Mandeb obbligherebbe le navi e le petroliere a intraprendere un viaggio significativamente più lungo, attraverso il canale di Suez e il Mediterraneo, con un’ulteriore circumnavigazione dell’Africa, aumentando notevolmente i costi e richiedendo circa 30 giorni di navigazione in più.