La crescita dell’IA: opportunità e rischi secondo Carlo Benetti
“Il progresso non sarà lineare”. È il monito di Carlo Benetti, market specialist di GAM (Italia), che invita a guardare oltre l’entusiasmo per l’IA: la rivoluzione tecnologica è reale, ma la sua diffusione non sarà lineare né indolore, riporta Attuale.
Benetti sottolinea quanto sia rilevante per gli investitori l’attuale corsa all’IA. “Dal lancio di ChatGPT nel 2022, abbiamo assistito a quasi quattro anni di performance straordinarie delle Borse sotto l’influsso dell’IA e dei semiconduttori. Tuttavia, non siamo in uno scenario paragonabile al 2000, caratterizzato da promesse vuote della new economy: oggi queste aziende realizzano utili e generano un forte cash flow. Ciò nonostante, le valutazioni e l’enorme volume di investimenti destano preoccupazione”.
Ma esiste davvero una bolla dell’IA? “Concordo con Mohamed El-Erian e Michael Spence, premio Nobel per l’economia, nel definire questo fenomeno come una ‘bolla razionale’. Investire nella catena del valore dell’IA è razionale per un risparmiatore, poiché il potenziale di rendimento è significativo. Tuttavia, ogni scommessa audace presenta le sue insidie, un lato oscuro di incertezze e importanti rischi di perdita”.
La storia offre esempi a riguardo. “Le ferrovie nella metà dell’Ottocento rappresentano una trasformazione tecnologica simile a quella dell’IA. Le aspettative furono rispettate: l’innovazione ha accelerato lo sviluppo economico, ma molti investitori hanno subito perdite ingenti”.
Qual è il messaggio attuale dei mercati? “Stanno prezzando una transizione verso un’economia centrata sull’IA come se fosse un processo facile e imminente. Non è così. È fondamentale non negare le potenzialità dell’IA, ma mantenere una visione realistica: il progresso non sarà lineare. Ci saranno interruzioni, incertezze e soprattutto ritardi”.
C’è rischio che un’azienda adotti l’IA solo per non rimanere indietro? “Sì. Questo evento si è già verificato a fine anni Novanta: inserire ‘dot com’ o ‘Internet’ nel nome di una società era sufficiente a conferirle un’aria di modernità. Lo stesso è avvenuto con il greenwashing. Oggi, l’IA rischia di diventare uno stratagemma narrativo capace di ‘buttare fumo negli occhi del consumatore'”.
Chi si troverà a pagare il conto? “Gli investitori che trascureranno il lato oscuro della questione e che investiranno eccessivamente in questa classe di attivi”.