Chiedono riconoscimento per gli orfani di femminicidio: proposta di una Giornata nazionale in Italia

14.09.2026 05:55
Chiedono riconoscimento per gli orfani di femminicidio: proposta di una Giornata nazionale in Italia

Giovanna Cardile: il grido d’allerta per gli orfani di femminicidio

“Perché lo Stato non mi riconosce?”. È la domanda che si è posta per anni Giovanna Cardile, pedagogista e insegnante a Piacenza. Il 6 aprile 1985, quando aveva solo cinque anni, il suo padre biologico uccise sua madre e sua nonna davanti ai suoi occhi, lasciandola segnata per sempre. Adottata insieme a suo fratello da una coppia di amici della famiglia, che ha sempre chiamato ‘mamma’ e ‘papà’, Giovanna si sente “molto fortunata” per il sostegno ricevuto. Tuttavia, ribadisce che gli ostacoli per gli orfani di femminicidio rimangono molteplici. “Da anni combatto contro l’indifferenza. Anche nei concorsi pubblici, noi orfani di femminicidio siamo assenti tra le categorie protette, a differenza degli orfani di mafia e di guerra. Ma esistiamo e dobbiamo essere riconosciuti. Da qui l’idea di istituire una Giornata nazionale degli orfani di femminicidio”, riporta Attuale.

La proposta, presentata lo scorso 8 settembre alla Camera dal vicepresidente della Commissione giustizia, Tommaso Calderone, mira a dare voce ai figli sopravvissuti, promuovendo una cultura di prevenzione e offrendo supporto alle famiglie affidatarie. La data simbolica scelta sarà il 12 gennaio, giorno successivo all’anniversario della legge del 2018.

Questa legislazione ha introdotto misure come contribuzioni economiche, agevolazioni fiscali e sostegno in ambito di studio e lavoro. Tuttavia, per accedere a tali aiuti, occorre presentare una richiesta in Prefettura e depositare almeno la prima sentenza processuale, comportando attese che possono durare anni.

Le iniziative come il fondo nazionale per il diritto allo studio degli orfani speciali sono considerate fondamentali da Cardile. “Ci sono tanti ragazzi che devono lasciare l’università quando si trovano soli. Lo Stato presume che, essendo maggiorenni, possiamo lavorare e ricostruirci. In realtà, anche gli orfani adulti necessitano di supporto”, osserva.

Il sostegno fornito dallo Stato è spesso insufficiente. “I fondi disponibili alle Regioni restano fermi e solo una piccola percentuale viene destinata agli orfani speciali. Queste persone si trovano in condizioni di estrema fragilità e non hanno il tempo di individuare rapidamente gli aiuti a disposizione”, puntualizza Cardile. Per affrontare questo problema, stanno lavorando a un’app o qr code per mappare le risorse disponibili, garantendo un accesso tempestivo a associazioni e professionisti che possono fornire supporto concreto.

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